Sondrio, traffico: le code peggiori sono sulla Statale 36 tra Milano e Lecco

Il monitoraggio della Provincia agli Stati Generali delle Infrastrutture fotografa le principali criticità della mobilità. Sotto osservazione anche Tirano, Bormio-Livigno e la Statale 39 dell’Aprica.

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Sondrio

Le code peggiori? Non in Valtellina, ma sulla Statale 36 tra Milano, Lecco e Colico. È uno dei dati significativi emersi dal monitoraggio degli spostamenti presentato dalla Provincia di Sondrio durante gli Stati Generali delle Infrastrutture di mercoledì a palazzo Muzio. Uno studio che è strumento di pianificazione fondamentale per individuare le priorità sulla rete viaria provinciale. A illustrarne i contenuti è stato il dirigente provinciale Antonio Rodondi, che ha ricordato come la disponibilità di dati e analisi abbia consentito al territorio di cogliere l’occasione offerta dalle Olimpiadi invernali.

«Senza una pianificazione preventiva non sarebbe stato possibile intercettare le risorse» ha sottolineato, ricordando come il Piano territoriale di coordinamento provinciale avesse già individuato i principali nodi critici, dalla Variante di Tirano ai trafori alpini. I dati mostrano come la maggiore congestione non si registri in provincia, ma lungo la Statale 36, nel tratto compreso tra Milano, Lecco e Colico. Emblematico il caso dell’accesso mattutino all’area metropolitana: tra Verano Brianza e Cinisello Balsamo un tragitto che mediamente richiede dodici minuti può arrivare a superare i cinquanta nelle ore di punta. Per quanto riguarda la viabilità provinciale, le criticità maggiori interessano ancora l’attraversamento di Tirano, soprattutto in direzione sud, con tempi medi di percorrenza di 22 minuti contro i 13 in direzione opposta. Un problema destinato a ridursi sensibilmente con l’apertura della Variante.

Sul tratto Sondrio-Tirano, invece, non emerge una congestione strutturale, ma rallentamenti localizzati nei punti del Trippi, di San Giacomo e di Tresenda, che penalizzano soprattutto il traffico locale. Anche in questo caso gli interventi in programma, a partire dal nuovo svincolo tra Sondrio e Montagna, sono destinati a migliorare la situazione. Situazioni di criticità si registrano anche sull’asse Bormio-Livigno, dove nei momenti di maggiore afflusso i tempi di percorrenza possono raggiungere i 70-90 minuti. Per quanto riguarda il capoluogo è la direttrice della Valmalenco a essere caratterizzata da un intenso traffico pendolare, con percorrenze che nelle ore di punta raddoppiano rispetto alla media.

In Valchiavenna, infine, i rallentamenti si concentrano nei pomeriggi festivi in direzione Colico. Il monitoraggio evidenzia anche un costante aumento dei trasporti eccezionali, destinato ad avere un impatto sempre maggiore sulla gestione e sulla manutenzione delle infrastrutture. Rodondi ha richiamato l’attenzione anche sulla rete provinciale, in particolare sulle valli laterali, dove la mobilità dipende esclusivamente dalla viabilità di competenza della Provincia. Durante gli Stati Generali si è parlato anche di sistema ferroviario. Gli interventi programmati valgono circa 340 milioni di euro e puntano a rendere più efficiente la linea Milano-Lecco-Sondrio-Tirano attraverso la soppressione dei passaggi a livello, la realizzazione di nuove sedi di incrocio e il potenziamento dell’infrastruttura. Opere che consentiranno di aumentare la regolarità del servizio e ridurre i tempi di percorrenza. «Durante il periodo olimpico abbiamo garantito un livello di puntualità che vogliamo trasformare in un’eredità stabile» ha spiegato Marco Donzelli di Rfi ricordando i lavori di riqualificazione delle stazioni di Tirano, Sondrio e Morbegno. Ma poiché, come ha ricordato la prefetta Anna Pavone, «le infrastrutture sono il tema della nostra provincia. Croce e delizia, oltre alle opere già finanziate ci sono altri nodi da sciogliere. L’assessore regionale Massimo Sertori ha rilanciato la necessità di intervenire anche sulla Statale 39 del Passo dell’Aprica. «Non servono miliardi – ha osservato rivolgendosi ad Aans –: con un investimento tra i 30 e i 40 milioni di euro si possono risolvere le criticità sia nel tratto tra Aprica ed Edolo sia all’innesto di Tresenda»

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