Cronaca / Sondrio e cintura
Lunedì 01 Giugno 2026
Truffa del finto carabiniere, domiciliari per i due giovani arrestati in Valtellina
Il giudice ha convalidato l’arresto dei due giovani, di 19 e 21 anni, accusati di aver raggirato un’anziana di Chiesa in Valmalenco e una donna di Villa di Tirano. Disposti gli arresti domiciliari dopo il recupero della refurtiva
Lettura 1 min.Sondrio
Arresti domiciliari per i due giovani accusati di truffa aggravata nei confronti di un’anziana di Chiesa in Valmalenco e di una 64enne di Villa di Tirano.
Sono comparsi questa mattina, separatamente, davanti al giudice Fabio Giorgi; non hanno fatto scena muta, anzi, hanno fornito la loro versione dei fatti, dopodiché il giudice ha deciso la convalida dell’arresto, disponendo una misura cautelare meno pesante, quale la detenzione in casa.
Hanno quindi lasciato la casa circondariale di Sondrio, dove si trovavano reclusi da giovedì scorso, giorno dell’arresto, e si sono recati nelle loro abitazioni. Ricordiamo che si tratta di un 19enne residente nell’hinterland milanese e di un 21enne residente in Brianza, entrambi incensurati.
Probabilmente anche in ragione della loro giovane età e dell’incensuratezza, il giudice ha optato per la loro scarcerazione, atteso che quanto asportato alle donne con l’inganno, con la truffa del finto carabiniere, è stato recuperato ed è stato posto sotto sequestro.
Si tratta di oggetti preziosi, catenine, collane, orecchini e 500 euro in contanti rinvenuti sull’auto sulla quale i due giovani viaggiavano, bloccati dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Sondrio e della Stazione di Berbenno, sulla SS38, fra Montagna in Valtellina e Sondrio, di rientro dall’ultima truffa consumata a Villa di Tirano.
L’ebbrezza dei colpi messi a segno è durata poco, infatti, per questi giovani che, probabilmente, trovavano comodo fare soldi facili mettendo in atto questi raggiri.
Per arrestare la loro azione delittuosa, sono stati fondamentali sia la tempestività delle denunce presentate dalle persone truffate e dai loro famigliari, sia la sollecitudine e il lavoro in rete condotto dalle forze dell’ordine, fra Carabinieri e Polizia locale della Valmalenco.
L’auto su cui viaggiavano è stata subito intercettata a Chiesa e il suo modello è stato diffuso dalle forze dell’ordine a tutti i colleghi valtellinesi. E non appena appreso dell’ennesima truffa a Villa di Tirano, nel pomeriggio, il cerchio si è chiuso con il fermo dell’auto sulla 38. Praticamente a colpo sicuro sono andati i Carabinieri, a quel punto, e non hanno sbagliato.
A loro e alla Polizia locale della Valmalenco è giunto l’encomio e il ringraziamento del sindaco di Chiesa, Renata Petrella: «Un’azione – ha detto – che testimonia in maniera esemplare il valore insostituibile della presenza delle forze dell’ordine sul territorio e la fondamentale importanza della sinergia fra Arma dei Carabinieri e Polizia locale nella tutela della sicurezza pubblica, della legalità e della protezione delle persone più vulnerabili».
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