Cronaca / Sondrio e cintura
Lunedì 02 Marzo 2026
Una valtellinese a Dubai: «Sentiamo le esplosioni, ma ci sentiamo sicuri»
La testimonianza di Sofia Clementi, 26 anni di Chiuro, che vive a Dubai: «Vediamo i missili, ma non siamo sotto attacco diretto».
Chiuro
Da Chiuro a Dubai passando per Londra. È il percorso di vita di Sofia Clementi, 26 anni, graphic designer valtellinese che da quasi tre anni vive negli Emirati Arabi Uniti. Oggi osserva da vicino, con uno sguardo sospeso tra quotidianità e tensione, gli effetti della crisi che coinvolge Israele, Stati Uniti e Iran.
«Mi sono trasferita a Londra dopo il liceo – racconta – e da lì sono venuta a Dubai tre anni fa. A luglio saranno tre anni esatti». La scelta inizialmente era legata a una relazione: «Il mio ragazzo di allora era cresciuto qui. Ci siamo trasferiti insieme, poi ci siamo lasciati, ma io sono rimasta».
Oggi Sofia vive la situazione con una cauta tranquillità. «Posso parlare solo per la mia esperienza personale, perché ognuno la vive in modo diverso. Io sono abbastanza serena». Anche il contesto personale incide: il suo attuale compagno è libanese. «Loro sono più abituati a una certa incertezza, a sentire i missili. Lui mi sta tranquillizzando molto».
La percezione del pericolo, spiega, cambia a seconda delle comunità. «Nel mio lavoro e tra i miei amici ho notato che soprattutto gli europei sono più spaventati. Gli arabi un po’ meno, forse perché più abituati a questo tipo di scenario».
Dalla finestra di casa, però, la crisi non è solo un titolo di giornale. «Sentiamo le esplosioni e vediamo anche i missili nel cielo. Nella nostra zona non ci sono stati danni, ma abbiamo visto le immagini di luoghi colpiti, come un hotel e l’aeroporto».
Sull’origine dei danni non ci sono certezze ufficiali: «Molti dicono che probabilmente si tratta di detriti di missili intercettati e poi caduti su quei siti».
Il bilancio, finora, parla di pochi morti e alcuni feriti. «Nel complesso ci sentiamo abbastanza sicuri. So di italiani che sono andati in Oman o che sono riusciti a prendere un volo per andarsene, ma Dubai resta una città sicura». Anche se la paura è inevitabile: «Sentire e vedere i missili fa impressione, soprattutto perché noi non siamo abituati. Sapere che ci sono state esplosioni nei Paesi del Golfo e nelle zone vicine spaventa. Ci si sente in mezzo a qualcosa di più grande».
Eppure la quotidianità, almeno in alcune aree, non si è fermata. «Ieri mattina siamo andati al bar ed era pieno. Anche stamattina. Al parco c’erano bambini che giocavano tranquillamente». Alcuni cambiamenti ci sono: «Molti lavorano da casa e diversi ristoranti sono chiusi. Ma nella mia zona si vedono macchine per strada e famiglie nei parchi».
Sofia sottolinea come la percezione dall’estero possa essere diversa. «Non so esattamente come la televisione italiana stia raccontando la situazione, ma credo che a volte le notizie vengano un po’ gonfiate. Dubai non è sotto attacco diretto, almeno non ufficialmente. I missili che passano sopra la città vengono intercettati dal sistema di difesa degli Emirati».
A preoccupare sono anche le fake news. «Circolano molti video falsi, per esempio su presunte evacuazioni del Burj Khalifa. Ma non è così. Nel mio gruppo di lavoro siamo tranquilli».
Fin dall’inizio dell’emergenza il governo ha inviato comunicazioni ufficiali sui telefoni dei residenti, invitando a restare in casa. «Per chi ha voli cancellati o è rimasto bloccato in aeroporto, sono previsti supporti economici, rimborsi o sistemazioni in hotel. Al momento, da quello che so, i voli sono sospesi».
«Fa paura – conclude Sofia – ma per ora la nostra quotidianità resta sorprendentemente normale».
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