Uranio in Val Vedello? C’è chi usa l’arma dell’ironia

Il gruppo di minoranza SiAmo Piateda pubblica sui social una serie di vignette animate

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Piateda

Le vignette animate, ideate dal gruppo di minoranza SiAmo Piateda, che stanno facendo il giro dei social con commenti fra preoccupazione e indignazione, presentano situazioni diverse, tutte conseguenze di un eventuale progetto di coltivazione di miniera di uranio e minerali associati in Val Vedello a Piateda. Ce n’è una ad esempio in cui si vede il cartello “vendesi baita”, l’acquirente arriva, ma quando capisce che è zona di miniera allora se ne va. «Se parte la miniera in Val Vedello – si legge -, a perdere saranno anche tutti i paesi intorno: salute, ambiente, turismo e valore delle nostre case».

Idem dicasi per il turista che vuole comprare il formaggio e poi, vedendo il cartello “zona mineraria Val Vedello”, scappa con un “no grazie”. In un’altra vignetta, invece, ci si chiede se le informazioni sulla Valutazione di impatto ambientale, presentata dalla società Futuro energetico italiano a seguito della domanda di ricerca mineraria a Piateda, siano complete: qual è la situazione sanitaria degli abitanti di Piateda e qual è l’incidenza dei tumori sul territorio? Quanto è diffuso il radon nelle abitazioni? E cosa sappiamo davvero delle possibili interazioni fra le attività minerarie, le acque e l’ambiente in cui viviamo? Tutte domande che la capogruppo Martina Simonini propone in questa campagna di sensibilizzazione per dire no allo sfruttamento del giacimento uranifero in Val Vedello.

«Abbiamo deciso di utilizzare Facebook per una modesta campagna con mini video molto semplici che facciano riflettere – afferma Simonini –. Da molte persone, peraltro, ci arriva la richiesta di aprire una petizione. Ci stiamo lavorando e penso che partirà a giorni». Una mossa da molti invocata anche ricordando il peso dell’opinione pubblica che, negli anni Ottanta, aveva fermato Agip Mineraria dal proseguire la coltivazione, oltre al venire meno del finanziamento europeo.

La minoranza ha lavorato anche ad una serie di osservazioni da presentare – come d’altra parte ha fatto l’amministrazione comunale – entro il termine di lunedì 2 novembre al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Tornando ai post, diversi sono i temi posti all’attenzione. Come la presenza del radon. «Nelle nostre case, soprattutto in cantine e seminterrati, c’è il radon – scrive Simonini -. È un gas naturale che viene dal sottosuolo, dalle rocce che contengono uranio. Oggi ci difendiamo arieggiando spesso. Ma domani? Se davvero si aprisse una miniera di uranio, a pochi km dalle nostre case, cosa succederebbe? Smuovendo quelle rocce, libereremmo quantità enormi di polveri e gas, compreso il radon. E non basterà aprire le finestre!». Simonini informa anche che il Comune di Faedo ha presentato le sue osservazioni sulla Via (Valutazione di impatto ambientale), chiedendo di essere riconosciuto come “portatore di interesse”. Perché la ricerca mineraria non avrà ricadute solo su Piateda. E alla precisazione che per ora si tratterebbe solo di ricerca, Simonini risponde: «Anche solo la ricerca ha un impatto pesantissimo sull’ambiente e sulle persone: strade, sondaggi, carotaggi, ruspe, fanghi, polveri che respiriamo, rumori, montagne bucate».

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