Cronaca / Sondrio e cintura
Mercoledì 21 Ottobre 2026
Uranio in Val Vedello, Menegola: «Questione da approfondire con prudenza»
Il presidente della Provincia di Sondrio apre al confronto sulle ricerche minerarie, nel rispetto delle verifiche ambientali. Piateda prepara le osservazioni alla Via su sicurezza, acqua, viabilità e possibili residui radioattivi.
Lettura 1 min.Piateda
«Ogniqualvolta sul territorio ci sono delle opportunità, noi non abbiamo un pregiudizio e un concetto aprioristico per dire sì o no, prima di approfondire la questione. Ed è questo il caso della richiesta di ricerca mineraria in Val Vedello». Lo afferma, con convinzione e determinazione, il presidente della Provincia di Sondrio, Davide Menegola, sulla vicenda che sta facendo discutere a Piateda – ma non solo – relativa alla domanda (anzi adesso le domande sono salite a due) di ricerca mineraria per uranio e minerali associati in Val Vedello, presentata dalla società Futuro energetico italiano che intende approfondire le indagini avviate a partire dagli anni ’70 da AgipMineraria. Sia in occasione dell’incontro pubblico, che si è tenuto nell’interrato della palestra Micheletti nei giorni scorsi, sia nelle settimane precedenti il sindaco di Piateda, Simone Marchesini, aveva fatto presente di aver coinvolto in un tavolo di lavoro sul tema anche la Provincia di Sondrio, insieme alla Comunità montana di Sondrio e al Parco delle Orobie Valtellinesi. Ed ora arriva la posizione della Provincia: «Se viene avanti un’istanza di ricerca per capire se ci sono possibilità di sfruttamento di una risorsa, credo che questo possa essere un beneficio per il paese intero e per il nostro territorio – afferma Menegola -. Penso, cioè, che sia una questione da approfondire con prudenza, ma anche con attenzione. Preciso che noi abbiamo un ruolo di vigilanza e di verifica ambientale, perché la domanda mineraria è di concessione governativa. Mentre il piano cave, per esempio, passa per la Provincia in termini concessori, l’ambito minerario è di competenza governativa. Quindi noi saremo al fianco di tutti gli altri enti, o davanti dove sarà necessario, per fare in modo che le opportunità non sfuggano al territorio, ma anche che non diventino un elemento di criticità».
Intanto il Comune di Piateda è pronto a presentare le proprie osservazioni alla Valutazione di impatto ambientale, redatta dalla Futura energetico italiano: entro venerdì 23 ottobre saranno condivise con la Regione in modo che questa le possa allegare alle proprie, mentre entro lunedì 2 novembre saranno inviate al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Le osservazioni – cui l’amministrazione comunale ha lavorato insieme ai due consulenti del Dipartimento di Ingegneria dell’ambiente, del territorio e delle infrastrutture del Politecnico di Torino, Daniele Martinelli e Vincenzo Andrea Riggio – riguardano sostanzialmente la richiesta di integrazioni su diversi punti: la sicurezza delle gallerie abbandonate ormai da 40 anni, le acque, la viabilità (in particolare l’impatto della costruzione di una strada per far passare i mezzi fino in quota), la biodiversità, i residui Norm (radioattivi), l’epidemiologia, la gestione del cantiere e il post operam.
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