Cronaca / Sondrio e cintura
Sabato 24 Ottobre 2026
Uranio in Val Vedello, parte la petizione contro le esplorazioni minerarie
Il gruppo di minoranza SiAmo Piateda lancia una raccolta firme online per chiedere lo stop ai progetti di ricerca e sfruttamento dell’uranio in Val Vedello. L’appello è rivolto a Regione Lombardia e alle istituzioni competenti
Lettura 1 min.Albosaggia
«Il nostro territorio è in pericolo. Chiediamo il blocco immediato di ogni progetto di esplorazione e sfruttamento minerario in Val Vedello, comune di Piateda». Lo aveva annunciato il gruppo di minoranza SiAmo Piateda ed ha avviato questa mattina la petizione online su change.org contro le esplorazioni minerario per l’uranio che sta già raccogliendo parecchie firme.
«La Val Vedello non è una zona industriale; è una vallata alpina parte integrante del Parco regionale delle Orobie valtellinesi, una risorsa naturale inestimabile, rifugio per la fauna selvatica e patrimonio paesaggistico unico – si legge nel documento -. Aprire la valle all’esplorazione mineraria e all’estrazione del giacimento di uranio significa esporre il territorio e la comunità a rischi ambientali e sanitari inaccettabili».
Nello specifico, i promotori denunciano il pericolo di contaminazione radioattiva (rilascio di gas radon nell’aria e inquinamento da metalli pesanti e radioattività del suolo), avvelenamento delle acque (gravi rischi per le falde acquifere e il bacino idrografico locale), collasso dell’economia locale (anni irreversibili alle attività agricole, all’allevamento e al turismo dolce che sostengono la nostra comunità), distruzione della biodiversità (impatto devastante e irreversibile all’ecosistema protetto del Parco).
«Le comunità di Piateda e dei comuni limitrofi hanno già dato molto – prosegue lo schieramento guidato da Martina Simonini -: questi territori hanno già contribuito in misura significativa alla produzione energetica nazionale, in particolare attraverso lo sfruttamento idroelettrico. Non possiamo e non vogliamo tollerare un’ulteriore, devastante servitù ambientale. Non sacrificheremo i nostri tesori naturali e la nostra salute per meri interessi economici di breve termine. A fronte di rischi e impatti potenzialmente rilevanti, non sono dimostrati benefici economici e occupazionali significativi e duraturi per le comunità locali né tantomeno per il bilancio energetico nazionale. Questa petizione non riguarda l’essere favorevoli o contrari all’energia nucleare. Il rilascio dei permessi di esplorazione mineraria è in stato avanzato: dobbiamo agire ora».
Con la petizione si chiede alla Regione Lombardia e a tutte le istituzioni competenti, nazionali e locali, di non concedere permessi di ricerca, esplorazione o estrazione dell’uranio nel distretto uranifero della Val Vedello, adottando ogni misura necessaria a salvaguardare l’ambiente, le risorse idriche, la salute delle persone e il futuro di questi territori. «Le nostre montagne non sono in vendita. Abbiamo la responsabilità di consegnare questa valle intatta alle future generazioni», la chiosa.
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