Cronaca / Sondrio e cintura
Mercoledì 11 Febbraio 2026
Valanga in Valtellina: raccolta fondi a favore del Soccorso alpino per ricordare Sebastiano
In poche ore superata quota 42mila euro sulla piattaforma Gofundme. L’iniziativa è promossa dalla famiglia per onorare la sua memoria. «Insegnerò alle nostre figlie a sciare e mostrerò loro quanto è bella la montagna», ha promesso sua moglie Elena dal pulpito durante i funerali
Sondrio
Nel giro di poche ore si sono moltiplicati i fondi raccolti «A memoria di Sebi in favore del soccorso alpino valtellinese» su “gofundme”. Alle 19.30 di mercoledì eravamo già a quota 42.290 euro per un totale di 497 donatori di cifre che vanno dai mille ai cinque euro, passando per 500, 300, 200, 100, 50, 10.
Ciascuno dà quanto può e quanto si sente, ma è un fatto che è massiccia l’adesione all’iniziativa lanciata da Elena Paindelli e da Maddalena e Gabriele Erba, rispettivamente, moglie, sorella e fratello di Sebastiano, morto sabato sotto una valanga staccatasi dalla cima del Meriggio, monte che domina Albosaggia.
«Abbiamo pensato che fosse il modo migliore, questo, per onorare la memoria del nostro caro – ci ha detto Maddalena Erba – che era un tutt’uno con la montagna e che ha cercato di prestare soccorso agli scialpinisti travolti dalla valanga».
Quello della famiglia dello sfortunato scialpinista vuole essere un modo «per ringraziare i soccorritori – scrivono sulla pagina lancio dell’iniziativa – che, con immenso rispetto, lo hanno riportato a casa, e per far sì che il desiderio di Sebastiano di proteggere gli altri continui a vivere attraverso il loro lavoro».
La raccolta fondi è scattata alla mezzanotte di lunedì ed è stata subito gara a donare. Un flusso incessante, impressionante, di donazioni, fatte anche dai famigliari del defunto, ma soprattutto da tanti amici e conoscenti e da persone che non hanno avuto modo di entrare in relazione diretta con questo giovane, 35 anni appena, marito e padre di due bimbe di quasi tre anni e di sei mesi, ma che sono rimaste profondamente colpite dall’accaduto e desiderano, in questo modo, manifestare vicinanza ai famigliari. A coloro che debbono fare i conti direttamente con questa perdita improvvisa e inattesa e che hanno bisogno, come ha rimarcato don Christian Bricola, arciprete di Sondrio, durante l’omelia funebre «di essere consolati».
Sebastiano amava vivere le terre alte. Ogni fine settimana saliva da Milano, dove lavorava lui e lavora sua moglie Elena, per trascorrere qualche ora nella casa di Albosaggia e risalire la montagna col suo fedele quattrozampe. Così ha fatto anche sabato, ma purtroppo a valle non è più rientrato. Ha assistito al travolgimento dei due scialpinisti sondalini, i fratelli Alfio ed Igor Muscetti, ed ha fatto per raggiungerli da una zona vergine in cui si trovava, ma un distacco lo ha a sua volta travolto.
«Insegnerò alle nostre figlie a sciare e mostrerò loro quanto è bella la montagna – ha promesso sua moglie Elena dal pulpito durante i funerali – insegnerò loro a rispettarla, sapranno però che, a volte, può essere spietata. E comprerò loro quel libro sui pompieri che sabato, mentre eri al Meriggio, non ho trovato. Lo leggerò loro e racconterò che hanno provato a salvare te».
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