Cronaca / Sondrio e cintura
Venerdì 27 Febbraio 2026
Valanghe, l’allerta non rientra: «Situazione instabile per tutta la stagione, massima prudenza»
Il Soccorso Alpino mette in guardia gli scialpinisti a seguito delle recenti valanghe. Serve massima attenzione e attrezzatura adeguata per lo scialpinismo. Giovedì un altro episodio in Val Tartano, dove due escursionisti sono stati colti di sorpresa da una valanga al Seleron, fortunatamente senza rimanere coinvolti.
Sondrio
Christian Maioglio, luogotenente, comandante del Soccorso alpino della Guardia di Finanza di Sondrio, non ha dubbi.
«Questa situazione di instabilità del manto nevoso si prolungherà per tutta la stagione perché il consolidamento dei versanti, in queste condizioni, è molto difficile – assicura –. Abbiamo uno strato inglobato di cristalli a calice alto 20-30 centimetri sul quale si è depositata la neve scesa dal 3 febbraio in avanti, ma che non riesce a legare con la base proprio per la sua stessa conformazione. La neve successiva tende a scivolare sullo strato basale, cosiddetta brina di profondità, per cui abbiamo questi distacchi enormi, con interi versanti che scivolano a valle anche con un debole sovraccarico. Occorre massima attenzione in questi giorni in montagna».
In questi giorni terribili, costellati di morti e di traumatizzati, ma anche nei successivi, osserva il comandante Maioglio, perché il pericolo non diminuirà, anzi, l’innalzamento attuale delle temperature rischia di complicare le cose.
«L’appello è a prestare massima attenzione soprattutto sui pendii a nord, ma non solo, voglio chiarirlo – dice Maioglio –, perché anche quelli a sud presentano insidie, e a percorrere le creste dove ci sono cornici fortemente instabili. È molto meglio, semmai, favorire itinerari a ridosso dei comprensori sciistici o itinerari classici, non troppo in pendenza. Tuttavia, davvero, in questa fase occorre essere attenti ovunque. Abbiamo visto cosa è successo sul Meriggio. Una nord classica che di solito non dà particolari problemi, e dove, invece, abbiamo avuto due morti».
Abbiamo chiesto al comandante Maioglio cosa spinga, a suo dire, le persone a rischiare pur di effettuare un’uscita scialpinistica.
«Lo scialpinismo è libertà per sua natura – dice – e induce ad uscire dai comprensori anche se così facendo ci si espone a maggiori rischi. Fondamentale, in questa fase, è farlo con la massima attenzione, mai da soli, e sempre dotati di pala, sonda e Artva. Da soli è meglio non andare mai, perché ci si può trovare in difficoltà e non essere in grado di chiedere aiuto o perché sepolti sotto la neve o perché non c’è campo. La presenza di un amico potrebbe essere fondamentale quindi per salvare una vita. E le dotazioni strumentali sono altrettanto fondamentali sia per soccorrere i propri compagni sia per favorire le ricerche dei soccorritori in sicurezza. Posso assicurare che cercare una persona dotata di Artva è molto diverso per noi e molto più sicuro che cercarne una del tutto priva. L’invito è a tenere sempre presenti questi aspetti e a fare la massima attenzione».
Di giovedì la testimonianza di due amici usciti per un’escursione in zona considerata tranquilla, al Seleron, 2519 metri in Val Tartano, e colti di sorpresa poco sotto la cima da una valanga di enormi dimensioni.
«Il rigelo notturno era perfetto – dice Tano Perlini, in escursione con Giovanni Rovedatti –, la neve, alle 11, era comunque ancora dura, e poi è successo quello che non ci saremmo mai aspettati. Una valanga incredibile che non ci ha travolti, fortunatamente. Ci è andata bene, ma è la riprova che la situazione è ancora molto delicata, nonostante il bollettino Arpa valanghe dia grado 2 sulle Orobie, non realistico. Non è davvero facile valutare correttamente. Persino Giovanni, 40 anni di scialpinismo, persona prudentissima, è rimasto basito».
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