Cronaca / Valchiavenna
Mercoledì 04 Febbraio 2026
Accoltellato a Milano, parlano i genitori: «Ha rischiato la vita, bande fuori controllo»
Il giovane studente di Chiavenna è stato colpito con un coltello a Milano da una banda di quattro ragazzi. Fortunatamente ora è fuori pericolo. Indagano le forze dell’ordine.
Chiavenna
Sta meglio il 18enne valchiavennasco, Richard Emanuele Oreggia, studente al 4° anno dello scientifico Da Vinci, rimasto vittima di un’aggressione in piena regola avvenuta domenica notte in via Salasco, zona Bocconi, a Milano. Sfregiato al volto, anche se in modo lieve e tale da non lasciare fortunatamente cicatrici visibili, e colpito all’addome e al torace con interessamento anche del polmone destro, nella giornata di martedì è stato dichiarato fuori pericolo dai medici del Policlinico che lo hanno in cura.
«Siamo felici di questo, è stato un grande sollievo per noi sapere che anche il secondo intervento chirurgico di martedì al polmone è andato bene e che il nostro unico figlio si riprenderà», dicono i genitori, mamma Sonia Rasero e papà Ezio. «Siamo una famiglia unita, ci vogliamo molto bene e insieme ce la faremo. Certo, Richard è sotto choc, come lo è l’amico chiavennasco che era sceso con lui a Milano e lo è l’altro ragazzo milanese che era con loro. Lo spavento è stato enorme e ci vorrà del tempo e soprattutto del supporto psicologico qualificato per uscire da questo trauma, però fondamentale è che nostro figlio sia vivo, grazie a Dio e grazie ai medici del Policlinico che si sono presi cura di lui con grande competenza e professionalità. E grazie, ancor prima, all’amico di Chiavenna che era con lui, che l’ha soccorso e tenuto sveglio fino all’arrivo dei soccorritori. Il suo apporto è stato fondamentale. Diciamo che nonostante la terribile esperienza vissuta, ci sono state delle concomitanze favorevoli: la vicinanza dell’amico di Richard, il passante che gli ha dato il cellulare per chiamare i soccorsi dato che i loro erano scarichi, l’ambulanza giunta in un istante, la coltellata al torace a un centimetro solo da un organo vitale, la bravura dei medici. Noi vogliamo pensare positivo, perché nostro figlio ha 18 anni come tutte le vittime di questo brutto episodio, e occorre guardare avanti con coraggio e positività».
È una lezione di vita, quella che ci consegnano i genitori del ragazzo accoltellato, provati, ma decisi a non abbandonarsi alla rabbia e allo sconforto.
«Abbiamo lasciato Milano 10 anni fa e siamo giunti in Valchiavenna, una scelta fortemente voluta e convinta», dicono, «e ora, pensavamo di tornarci per assecondare la volontà di nostro figlio di voler fare il producer, realizzarsi nel mondo della musica, il suo sogno, quello per il quale era sceso anche sabato sera a Milano in treno con l’amico, per recarsi nella consueta sala di incisione di Cinisello Balsamo, loro punto di riferimento, ma ora non sappiamo più cosa pensare. Problemi ce ne sono sempre stati, Milano presentava pericoli già anni fa, ma adesso è un continuo di aggressioni. Richard e i suoi amici sono stati accerchiati da quattro ragazzi, pare minori, stranieri, armati di spray al peperoncino, tirapugni e due coltelli bilama da sei centimetri per lama, non armi da poco. Questi ragazzi sono completamente fuori controllo e allora noi diciamo che se possono essere recuperati, va fatto, perché giovanissimi, diversamente vanno allontanati. Si devono introdurre leggi specifiche al riguardo a garanzia della sicurezza».
Non c’è acredine nelle parole dei genitori, tuttavia, solo una valutazione obiettiva della situazione.
Ma cosa è successo veramente sabato notte in zona Bocconi ai tre amici reduci da una serata in sala di incisione, poi da un passaggio nei locali della movida milanese?
«Improvvisamente, in via Salasco sono stati accerchiati da quattro ragazzi armati», dicono i genitori di Richard, «che si sono avventati sul suo amico chiavennasco. Hanno mirato a lui che è anche il più forte del gruppo, il quale ha schivato per un soffio i fendenti. Richard, che sa usare le mani solo per suonare il piano, a scopo difensivo, ha colpito da dietro con un pugno l’aggressore che si è girato di scatto e gli ha inferto fendenti al volto, all’addome e al torace lasciandolo esanime. Qualcuno, poi, ha urlato “Polizia, polizia” e gli aggressori sono fuggiti lasciando i tre amici a terra, sotto choc. Avevano i cellulari scarichi per cui hanno chiesto ad un passante, terrorizzato pure lui, di farli chiamare il 118 e in un lampo sono arrivati soccorritori e carabinieri».
Non si è capito se l’accaduto risponda a un atto di violenza gratuita o al tentativo di sottrarre alle vittime quanto avevano con sé: cellulari e pochi soldi. È certo che non ci sono stati motivi di scontro precedenti, né conti in sospeso, nulla di tutto ciò. Gli aggrediti sono giovani senza grilli per la testa salvo la passione per la musica. Una brutta vicenda per far luce sulla quale le forze dell’ordine non lasceranno nulla al caso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA