Autovelox irregolari, nessuno in Valle potrà restare attivo

Solo sette telelaser e quattro dispositivi fissi sono autorizzati, ma spenti in attesa di nuovi test tecnici. Inutilizzabili ai fini sanzionatori tutti gli altri velobox

Lettura 2 min.

Sondrio

Con l’entrata in vigore da domenica scorsa del decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che disciplina le procedure di omologazione, verifica e taratura degli autovelox, molte delle telecamere installate sulle strade d’Italia rischiano di essere irregolari come le multe comminate sulla base delle loro rilevazioni.

Si parla di 850 fra autovelox fissi e mobili e telelaser che dovranno essere spenti in quanto hanno ottenuto l’approvazione tecnica, ma non l’omologazione prima del 13 giugno 2017, mentre gli strumenti introdotti dopo questa data - pari a 3.150 su tutto il territorio nazionale - verranno omologati in automatico e resteranno, quindi, in funzione.

Nessuno degli strumenti di rilevazione censiti nell’elenco apposito stilato alla fine dello scorso anno dal Ministero, con riferimento alla provincia di Sondrio, potrà restare attivo perché tutti sono stati approvati, ma non omologati prima del giugno del 2017.

I numeri

In totale si parla di sette telelaser, e di quattro dispositivi fissi o mobili di misurazione fra autovelox e velomatic, tutti introdotti fra il 1997 e il 2011 quindi ben prima della data spartiacque del giugno 2017.

Sono attualmente in dotazione al Comune di Berbenno un telelaser e un autovelox mobile, a quello di Chiavenna un telelaser e un misuratore istantaneo fisso collocato in via Volta, alla Polizia locale di Livigno un telelaser mobile, alla Polizia associata della Bassa Valtellina di Morbegno tre telelaser, al Comune di Ponte in Valtellina un telelaser, al Comune di Talamona un autovelox, alla Polizia locale di Tirano un velomatic fisso e un telelaser e alla Polizia locale di Valdidentro un telelaser.

Unicamente questi, censiti dal portale ministeriale, sono gli strumenti di rilevazione autorizzati sul territorio provinciale ancorché da considerarsi spenti fino a quando non sottoposti a verifica della documentazione, test tecnici e tarature.

Non sono censiti e sono, quindi, inutilizzabili ai fini deterrenti-sanzionatori tutti gli altri velobox che sono stati introdotti negli anni scorsi sul territorio provinciale, su strade statali o provinciali, come è il caso - ma non è l’unico - del contestato rilevatore di Verceia.

Il commento

Soddisfatto il ministro delle Infrastrutture e trasporti Matteo Salvini per il quale «da una giungla di più di 10mila autovelox, spesso nascosti e a ripetizione – dice – si passa a 3.150 apparecchi regolari e conformi. Basta autovelox fantasma che rappresentavano solo una tassa occulta per milioni di lavoratori e non avevano nulla a che fare con la sicurezza stradale».

Un tema, questo, per il quale si è speso e continua a spendersi in provincia di Sondrio, Franco Esposito, esponente di “Migliore tutela, associazione nazionale consumatori”, il quale aveva presentato diversi esposti in Prefettura per segnalare le incongruenze della mancata legalizzazione, approvazione e omologazione degli strumenti utilizzati.

E non è tutto, perché lo stesso decreto firmato dal ministro Salvini è oggetto di ricorso da parte delle associazioni dei consumatori che non convengono sull’omologazione automatica degli strumenti introdotti dopo il 2017 «perché possono considerarsi legali e tali da portare a sanzioni legali solo quelli dotati di metrologia legale, taratura Accredia e omologazione».

Intanto, come abbiamo già riferito nelle scorse settimane, la Prefettura di Sondrio ha steso un elenco dei tratti di strada in cui potranno essere utilizzati telelaser e autovelox.

Ventitré in tutto collocati sulle statali 36, 38, 301, variante di Morbegno della statale 38, e precisamente a Prata Camportaccio, Chiavenna, Ardenno, Berbenno, Castione, Sondrio, Poggiridenti, Montagna, Piateda, Ponte in Valtellina, Chiuro, Teglio, Villa di Tirano, Tirano, Cosio Valtellino, Morbegno, Valdidentro-Livigno, e, ancora, sulla provinciale 15 della Valmalenco in territorio di Sondrio, sulla 21 dei Castelli a Montagna e a Teglio, sulla 30 Orobica a Cosio Valtellino e Talamona.

Per tutte le strade indicate sono stati anche individuati i tratti chilometrici entro i quali gli strumenti possono essere collocati, ovviamente previa legalizzazione, approvazione e omologazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA