Cronaca / Valchiavenna
Lunedì 15 Giugno 2026
Casa di riposo di Chiavenna, rette ferme ma resta l’incognita bilancio
La Fondazione Casa di Riposo Città di Chiavenna conferma per il 2026 le tariffe per ospiti e utenti esterni nonostante l’aumento dei costi. La decisione potrebbe però essere rivista nel corso dell’anno per garantire il pareggio di bilancio. Dall’indagine sulla qualità emerge un quadro complessivamente positivo, con margini di miglioramento in alcuni servizi
Lettura 1 min.Chiavenna
Rette invariate per il 2026, ma la decisione dei vertici della fondazione Casa di Riposo Città di Chiavenna rimane condizionata.
Prima le buone notizie. Nonostante i costi crescenti, la fondazione ha decisione che per quest’anno le rette a carico degli utenti non saranno toccate. Confermata la tariffa giornaliera di 58 euro per gli ospiti e di 60 euro per gli ospiti dell’area Alzheimer. Anche il costo dei pasti per gli utenti esterni è stato mantenuto a 7,5 euro. Questa politica di stabilità economica mira a non gravare ulteriormente sulle famiglie, garantendo al contempo la gestione ordinaria della struttura.
È importante sottolineare che le rette coprono esclusivamente i costi correnti, mentre gli interventi straordinari, come la manutenzione degli immobili o l’acquisto di attrezzature specialistiche, vengono finanziati attraverso canali indipendenti come donazioni, contributi di enti pubblici e privati e il riparto del cinque per mille.
La notizia meno buona è che la decisione potrebbe essere rivista nel corso dell’anno per consentire il pareggio di bilancio. Parallelamente alla gestione finanziaria, la Rsa ha condotto un’approfondita indagine sulla qualità percepita nel corso del 2025, i cui risultati offrono una fotografia preziosa del servizio erogato. La rilevazione, effettuata tra febbraio e marzo 2026, ha visto la partecipazione di 43 ospiti e 54 familiari. Sebbene il quadro generale resti positivo, l’analisi evidenzia un calo dei giudizi di “piena soddisfazione” tra i familiari, con un travaso di preferenze verso la valutazione di “qualità sufficiente”, che ha raggiunto il 22,2%.
Esaminando i singoli settori, i familiari hanno espresso il massimo gradimento per l’amministrazione (90,4% di giudizi “buono”), seguita dai servizi infermieristico (86,3%) e medico (84%). Al contrario, le aree che hanno ricevuto valutazioni meno brillanti da parte dei parenti sono l’animazione e la riabilitazione, con percentuali di eccellenza che si attestano rispettivamente al 62,5% e 63%.
Interessante è il confronto con il parere degli ospiti, le cui priorità appaiono differenti. Per i residenti, il servizio di animazione è il più apprezzato (87,8% di “buono”), seguito dalla pulizia (81,4%). L’area che sembra necessitare di maggiore attenzione, secondo gli ospiti, è la cucina, che ottiene il 55,8% di valutazioni positive, la percentuale più bassa tra i servizi analizzati dal loro punto di vista. La direzione della Rsa sottolinea che questi dati, pur risentendo di una fisiologica “distorsione da selezione”, cioè il fatto che hanno risposto soprattutto i soggetti più coinvolti o in grado di farlo, sono strumenti indispensabili per il miglioramento continuo.
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