Chiavenna: riapre il ponte sul Perandone dopo 5 anni di lavori

Il ponte sul torrente Perandone ripristinato dopo un lungo lavoro durato quasi cinque anni. L’intervento ha rimesso in sicurezza l’area.

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Chiavenna

Da lunedì il ponte sul torrente Perandone è cosa fatta. Un intervento che ha richiesto un lungo lavoro, quasi cinque anni ci sono voluti per restituire il manufatto alla collettività, ma ora la conformazione dei luoghi è tornata molto simile a quella precedente il distacco di quasi 10mila metri cubi di materiale dalla parte alta del torrente, a quota 1750 metri.

Era una domenica, precisamente il 25 luglio 2021, quando in tarda mattinata è avvenuto questo debris flow, in gergo geologico, che ha trascinato in un istante un quantitativo enorme di materiale a valle, tracimato all’altezza del tombotto e non solo, sconvolgendo i luoghi nelle frazioni di San Carlo e di Campedello e invadendo anche gli ambienti della “Succetti graniti” contigua al tombotto.

Pesanti i danni alle cose, non alle persone, fortunatamente, perché l’auto che transitava in quel momento sul ponte, una Suzuki condotta da Andrea Nonini, 29 anni, di Novate Mezzola, di rientro dal lavoro in Svizzera con altre due persone a bordo, è stata sì colpita dal materiale ed è finita nel bel mezzo del pantano, ma tutti gli occupanti si sono miracolosamente salvati. Hanno riportato un grande spavento, colpi di frusta e contusioni, ma per come si erano messe le cose, si può parlare di una strage evitata.

Oggi questa triste vicenda può dirsi chiusa e la restituzione del lavoro svolto dalle maestranze in tre fasi, per il coordinamento della Comunità montana della Valchiavenna, è funzionale e visibile a tutti. C’è in previsione un ultimo intervento di sistemazione definitiva della confluenza del Perandone col Mera per la quale sono in corso contatti preliminari con l’Ufficio territoriale regionale e verrà ripiantumata a verde l’area ora brulla, ma per il resto il ponte è finito per un impegno complessivo di ripristino di tutta l’area, asta del torrente compresa, di tre milioni e 485mila euro.

Il ponte è stato eseguito dalla Sangalli Costruzioni di Mapello (Bergamo) anche se a questo intervento hanno lavorato in parecchi, tra cui Edilmaino, Gimaco e Carolli per giorni impegnati a sgomberare tutto il materiale sceso nei pressi del tombotto, sopra e sotto lo stesso.

Oggi il ponte è rialzato di 0,60 metri rispetto alla quota precedente per garantire una sufficiente sezione idraulica per il torrente Perandone e ha una vita utile a fatica di 100 anni.

«Possiamo sicuramente affermare che molto è stato fatto grazie allo sforzo di tanti che, insieme, hanno lavorato per mettere in sicurezza questa zona di Chiavenna – dice Davide Trussoni, presidente della Comunità montana della Valchiavenna e vicesindaco della città – dopo gli eventi straordinari del luglio 2021. Basti dire che all’epoca dell’emergenza, che ha completamente interrotto la viabilità su una strada a fortissima percorrenza, in primis di frontalieri e turisti, il passaggio delle auto è sempre stato garantito. Sappiamo che non è sempre facile governare le situazioni di post-emergenza, perché comunque la burocrazia e gli imprevisti nei lavori pubblici sono un freno enorme e ci si scontra con lungaggini poco comprensibili ai nostri cittadini. Enorme è stata comunque la mole di lavoro svolta da tutti gli enti coinvolti attraverso un coordinamento puntuale. Un ringraziamento particolare lo dobbiamo ai tecnici degli enti e alle ditte e maestranze impegnate sul cantiere».

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