Delitto di Gualdera: convalidato l’arresto del 49enne

Il milanese è accusato di omicidio preterintenzionale per la morte di Davide Acquistapace, il 64anne morto al termine di un litigio

Campodolcino

Convalidato l’arresto del 49enne del milanese accusato di omicidio preterintenzionale per la morte di Davide Acquistapace, il 64enne di Campodolcino vittima di un arresto cardiocircolatorio conseguente al litigio intervenuto nel patio del suo chalet di Gualdera. È comparso davanti al giudice Fabio Giorgi per l’udienza in Tribunale martedì mattina, scortato dagli agenti della Polizia penitenziaria della casa circondariale di Sondrio, accompagnato dal suo legale di fiducia, ma non ha aperto bocca. Si è avvalso della facoltà di non rispondere sicuramente consigliato dal proprio legale nel quadro di una strategia difensiva da approntare. Il giudice ha quindi convalidato la misura cautelare disponendo però per gli arresti domiciliari. Resterà rinchiuso in casa fino a quando l’autorità giudiziaria lo riterrà necessario, sicuramente fino al completamento delle indagini avviate dai carabinieri della Compagnia di Chiavenna con la propria stazione di Campodolcino unitamente ai colleghi del Comando provinciale di Sondrio.

C’è attesa, ora, anche per gli esiti dell’autopsia che verrà effettuata sulla salma della vittima entro questa settimana. Oggi stesso o domani, non c’era ancora certezza sul punto, compatibilmente con la disponibilità del medico legale dell’università di Pavia chiamato ad effettuarla, Luca Tajani. È pacifico che la morte è intervenuta per arresto cardiocircolatorio, ma si tratta anche di capire quanta parte abbiano avuto le percosse che avrebbe subito in questa tragedia. In base alla prima ricostruzione delle forze dell’ordine, infatti, il 49enne avrebbe colpito con pugni e spintoni l’uomo che in conseguenza del litigio si è accasciato ed è morto, presente, sul posto, anche la ex moglie. Il tutto parrebbe per pretese su pregressi economici e per futili motivi.

Intanto Campodolcino è sgomenta di fronte a questi fatti che non le appartengono. Mai a memoria d’uomo si ricorda di un omicidio in paese, pur se preterintenzionale. L’ultimo grave fatto avvenuto in Valle Spluga, anche se non di questa portata, risale al 18 luglio dello scorso anno col tentato omicidio del nipote da parte dello zio per una lite scoppiata nella cucina del rifugio “Mai tardi” degli Andossi di Madesimo e per il quale l’imputato ha patteggiato proprio in questi giorni la pena a tre anni di reclusione.

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