Cronaca / Valchiavenna
Sabato 15 Agosto 2026
Emergenza idrica a Samolaco: Monastero senza acqua
Dopo il rogo a Segname, la carenza idrica colpisce il paese. Necessario l’aiuto dei Vigili del Fuoco e dei volontari.
Lettura 1 min.Samolaco
Tempi duri per Samolaco che, oltre alla difficile lotta e alla difficile convivenza con il rogo che ha devastato il monte di Segname, ha dovuto fare i conti anche con la siccità che ha colpito duramente una parte del paese. In particolare il bel nucleo di Monastero, sul versante che sovrasta San Pietro, è rimasto senza una goccia d’acqua nella giornata di giovedì.
Il serbatoio di accumulo del locale acquedotto si è completamente svuotato e al sindaco, Livio Aurelio Scaramella, non è rimasto che chiedere aiuto ai vigili del fuoco e alla Protezione Civile provinciale per garantire l’approvvigionamento tramite pompaggio alla popolazione, e insieme vietare a quest’ultima l’impiego dell’acqua del locale acquedotto per scopi alimentari e per scopi non primari, come l’irrigazione di giardini ed orti, il riempimento di piscine e vasche ornamentali, la pulizia di piazzali e rampe private, il lavaggio non professionale di veicoli e per tutti gli usi voluttuari che non possono considerarsi primari.
Purtroppo la situazione è seria per Samolaco, e non solo, considerato che la carenza idrica è generalizzata e più comuni hanno vietato l’utilizzo di acqua per scopi voluttuari, ed è stata tamponata grazie al sollecito intervento della Protezione Civile di Sondrio, di Como e di Rovello Porro, sempre in provincia di Como, che ha fatto avere a Monastero il necessario con un’autobotte. Dalla quale, poi, l’acqua è stata pompata e immessa nel serbatoio, sempre, ovvio, da utilizzare con parsimonia e solo per scopi primari.
Una ciambella di salvataggio, quella lanciata dalla Protezione Civile, che il sindaco del posto, Livio Aurelio Scaramella, ha particolarmente gradito, così come è intervenuta Silvana Snider, consigliera regionale, per ringraziare quanti sono prontamente intervenuti.
«Desidero ringraziare sinceramente i dirigenti della Protezione Civile regionale e provinciale, Andrea Zaccone e Antonio D’Ambrosio, e tutti i volontari, i coordinatori e gli operatori che si sono mobilitati» – dice Snider –. «La collaborazione fra diversi livelli della Protezione Civile e fra territori differenti ha permesso di affrontare una situazione molto delicata per la comunità di Monastero. Ancora una volta, quindi, questo sistema ha dimostrato professionalità, disponibilità e un autentico spirito di servizio».
Fondamentale, infatti, in casi come questo la rapidità dell’intervento.
«Quanto accaduto conferma l’importanza di rafforzare ulteriormente il coordinamento fra istituzioni, strutture operative e gruppi di volontariato, così da garantire risposte sempre più rapide ed efficaci quando sono coinvolti servizi essenziali» – dice Snider –. «Occorre continuare ad investire nella collaborazione, nella programmazione e nella capacità di intervento del sistema di protezione civile. Le comunità, soprattutto quelle montane, devono poter contare su procedure chiare e su una rete pronta ad attivarsi in caso di necessità».
Se a Monastero la carenza idrica si è fatta sentire in modo concreto, non significa che altrove la risorsa idrica abbondi. Ovunque va utilizzata con parsimonia e massima attenzione.
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