Funivia Valle di Lei, colpo di scena: il Comune perde la causa ma incasserà più soldi

Dopo due anni di ricorsi e sentenze contrastanti, il Consiglio di Stato mette la parola fine alla vicenda dell’ex stazione della funivia di Valle di Lei. Accolta la tesi della famiglia Del Curto, inizialmente vincitrice dell’asta. Paradossalmente il Comune di Piuro esce sconfitto in tribunale, ma ottiene comunque un introito maggiore dalla vendita dell’immobile

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Piuro

L’ennesimo ribaltone. Questa volta definitivo. Nell’incredibile vicenda della vendita dell’ex stazione di partenza della funivia di Valle di Lei, dismessa da molti anni e di cui il Comune di Piuro vuole decisamente disfarsi, ora arriva la sentenza definitiva. Quella del Consiglio di Stato. Sentenza che dà torto al Comune di Piuro e ragione alla famiglia Del Curto, che aveva originariamente vinto la gara.

La storia è nota. Ormai quasi due anni fa il Comune aveva indetto un’asta per vendere l’immobile. Un’asta alla quale si erano presentati due soggetti. La famiglia Del Curto, che già nella valle gestisce il popolare rifugio Baita del Capriolo, e Giorgio De Stefani, piurasco residente in Svizzera e proprietario dei terreni che circondano quello che è, di fatto, ormai un rudere in Valle di Lei. Ad aggiudicarsi la gara era stata la famiglia Del Curto, ma quasi subito erano emersi problemi con i documenti presentati. In pratica un’offerta sottoscritta da solo un membro della famiglia e non da tutti. Quindi, il Comune aveva aggiudicato l’ex stazione al secondo arrivato. Del Giorgio, appunto. Rimettendoci anche parecchi soldi, visto che si trattava di un’offerta economica inferiore. Da 102 a 83 mila euro.

Da quel momento è cominciata una vera e propria guerra legale condita da pronunciamenti di Tar e Consiglio di Stato. L’ultimo del Tar di febbraio aveva dato ragione a Comune e De Stefani. Scontato il ricorso al Consiglio di Stato che, nei giorni scorsi, ha dato ragione ai Del Curto ribaltando tutto. I giudici hanno stabilito che l’amministrazione avrebbe dovuto applicare il soccorso istruttorio, permettendo di regolarizzare la firma invece di procedere all’esclusione immediata. La decisione sottolinea l’importanza di un approccio sostanziale nelle gare pubbliche, volto a garantire la massima partecipazione e il miglior rendimento economico per l’ente pubblico.

In conclusione, l’appello è stato accolto, confermando la validità dell’offerta della ricorrente a scapito del secondo classificato. Una vicenda abbastanza incredibile che vedeva, peraltro, il Comune in una posizione favorevolissima. É stato sconfitto nella causa, ma al netto delle spese legali, incasserà più soldi.

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