Furto di cofani per auto di lusso. Due arresti, ma altri due ricercati

L’incursione sabato notte poi la cattura dei polacchi ma dalle indagini emerge la presenza di nuovi complici

Mantello

Due malviventi sono riusciti a sfuggire alla cattura. A entrare in azione era stata una vera e propria banda composta da quattro elementi. Emergono nuovi particolari sul blitz che, nella notte tra sabato e domenica, ha portato all’arresto – da parte dei carabinieri della Compagnia di Chiavenna – di due polacchi che dopo avere forzato il cancello d’ingresso, avevano fatto irruzione nell’impresa Cataforesi Srl nell’area industriale di Mantello per impossessarsi di 25 cofani di valore, destinati ad auto di lusso come le Lamborghini Urus. I militari dell’Aliquota operativa chiavennasca, con il supporto dei colleghi delle Stazioni Cc di Chiavenna, Campodolcino e Morbegno, avevano sorpreso in flagranza di reato i due polacchi che avevano messo a segno il “colpo” da 250mila euro.

I due fermati, il cui arresto è stato convalidato l’altro giorno dal gip Fabio Giorgi, non hanno avuto scampo. Il giudice ha deciso che Robert Adam Moryn della città di Alubim, di 49 anni, e il connazionale Mateusz Frackowiak di Leszno, di 39 anni, restino rinchiusi nella Casa circondariale di Sondrio, come richiesto dal pm Giulia Alberti. L’avvocato d’ufficio, Caterina Ghioldi di Sondrio, invece aveva invocato la “scarcerazione senza alcuna misura restrittiva essendo entrambi senza fissa dimora”. I suoi assistiti, nonostante la presenza dell’interprete madrelingua, avevano preferito non rispondere alle domande del giudice.

«Il furto è stato commesso attorno alle 23 di sabato – dichiara Luana Fransci, 48 anni, titolare con il marito Gianluca Marastoni e il socio Luigi Martinelli – : è arrivato l’avviso sui nostri cellulari e abbiamo subito informato i carabinieri di Chiavenna, ai quali vorrei rivolgere pubblicamente un ringraziamento per la tempestività dell’intervento, un grazie in particolare al maresciallo capo Roberto Folini che ci ha seguiti sin dall’inizio, dalle fasi successive al primo furto. Mai avremmo pensato che la nostra azienda potesse finire nel mirino dei ladri, per di più due volte nell’arco di poche settimane. Prima eravamo dotati solo di un sistema di videosorveglianza per procedure interne, utile cioè a controllare le macchine, in caso di guasti. Poi siamo corsi ai ripari. I malviventi hanno agito con il volto incappucciato, non si trattava di sprovveduti».

La notte della razzia avevano appena fatto in tempo a caricare la merce per allontanarsi, quando sono stati circondati dai carabinieri e arrestati. Si è appreso in seguito che avevano parcheggiato il furgone, di colore scuro, nel piazzale antistante l’agriturismo “La Fiorida” di Mantello e da lì, con un’altra auto, avevano raggiunto la vicina ditta da svaligiare. Quando la merce era stata prelevata dal magazzino sono tornati a riprendersi il furgone per caricarlo con la refurtiva. Le indagini degli investigatori, hanno appurato che il furgone utilizzato – la prima volta immortalato in fuga dalle telecamere sulla statale – era lo stesso del primo furto di 18 cofani, avvenuto soltanto tre settimane prima, e il mezzo risulterebbe noleggiato in un’azienda in Polonia. In seguito alla prima incursione gli imprenditori si erano dotati di impianti di allarme e l’alert aveva funzionato.

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