Cronaca / Valchiavenna
Mercoledì 04 Novembre 2026
Idroelettrico, più soldi per i comuni della concessione Codera Ratti-Dongo
Edison prima nella graduatoria provvisoria per le centrali Codera-Ratti e Dongo. Previsti oltre 150 milioni di investimenti in 30 anni per ammodernare gli impianti e realizzare opere di compensazione ambientale. Tra gli interventi possibili anche il recupero del Tracciolino.
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Più soldi nelle casse dei comuni del fondovalle dai canoni di concessione idroelettrica. I comuni interessati dalla concessione idroelettrica “Codera Ratti-Dongo” vedranno raddoppiare i canoni annui destinati all’indennizzo e allo sviluppo locale, che passeranno da 1,5 a 3,1 milioni di euro all’anno. È quanto prevede l’offerta di Edison Spa, risultata prima nella graduatoria per l’assegnazione provvisoria della gara indetta dalla Regione Lombardia per le centrali di Codera-Ratti da 14,3 MW, scaduta nel 2010 e Dongo, 5,4 MW, scaduta nel 2019. L’aumento dei canoni rappresenta uno degli elementi chiave dell’aggiudicazione.
«Se da un lato l’aumento dei canoni e delle compensazioni serve a coprire i maggiori costi dei servizi in montagna e a contrastare lo spopolamento, dall’altro gli investimenti previsti renderanno più efficienti gli impianti in questione, fondamentali per la rete elettrica nazionale», spiega l’assessore regionale a Enti locali, montagna e risorse energetiche Massimo Sertori. Il piano finanziario dell’operatore uscente prevede investimenti superiori a 150 milioni di euro in 30 anni, quasi 8 milioni per MW installato, affiancando 97 milioni di euro aggiuntivi ai 57 milioni minimi richiesti dal bando. Le risorse saranno destinate all’ammodernamento delle infrastrutture e a opere di compensazione ambientale nei comuni ospitanti centrali e prese d’acqua. Nel pacchetto potrebbe rientrare anche il Tracciolino, percorso di proprietà di Edison ma affidato agli enti locali in usufrutto, che necessita di notevoli interventi per far fronte ai problemi determinati dal dissesto idrogeologico.
L’efficientamento degli impianti punta a incrementare la produttività annua oltre il 10%, rispetto agli attuali 150 milioni di kWh/anno, pari al fabbisogno di circa 50.000 famiglie. Si tratta di un apporto rilevante per la rete elettrica nazionale, considerando che l’idroelettrico costituisce la principale fonte rinnovabile programmabile. La procedura rappresenta il primo bando idroelettrico in Italia ad aver completato la fase di graduatoria provvisoria. Il contesto amministrativo resta tuttavia caratterizzato da tempi complessi e contenziosi legali. Per questa ragione, Regione Lombardia continua a sostenere l’ipotesi della cosiddetta “quarta via”, che affianca alle gare la trattativa diretta con i concessionari uscenti e prevede la cessione al Gse del 15% della produzione a prezzo calmierato, 67 euro per MWh, a sostegno del tessuto produttivo locale.
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