Campodolcino, lupo uccide un asino appena nato all’Alpe Angeloga

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Campodolcino

Aveva pochi giorni di vita, ma il lupo ha seguito il suo istinto e lo ha divorato. Torna a fare paura il lupo, che ha colpito in questi giorni all’Alpe Angeloga di Campodolcino. A fare le spese della predazione un piccolo asino, chiamato Bianchino per il suo colore, nato proprio pochi giorni fa e subito “adottato” dalle tante famiglie, e soprattutto dai bambini, che in queste settimane frequentano l’alpeggio.

Alpeggio dove è situato anche il celebre rifugio del Cai “Città di Chiavenna”. L’asinello è stato ucciso a pochi metri dalle baite, meno di 200, mentre pascolava liberamente. La scena che al mattino hanno trovato i frequentatori dell’alpeggio è di quelle destinate a rimanere nella memoria. Ed è tornata a sollevare il problema della coesistenza con il predatore. O i predatori, visto che gli stessi alpigiani dichiarano di averne avvistati 4 in questi giorni.

Questione ormai annosa che vede su fronti contrapposti gli allevatori, ma non solo, e i protezionisti, convinti che una coesistenza sia possibile attraverso una serie di accorgimenti come recinzioni adeguate e cani da protezione: «Assistiamo ancora una volta alla predazione di animali da pascolo da parte dei lupi – è il commento del presidente della Comunità montana della Valchiavenna Davide Trussoni, che sebbene a Chiavenna in questo momento all’Alpe Angeloga ha la baita di famiglia –. In questo caso si tratta della predazione di un piccolo asino nato il primo di agosto all’Alpe Angeloga. Alpeggio che è a tutti gli effetti una delle mete maggiormente battute del panorama turistico della Valle Spluga. Una zona molto frequentata e sicuramente non così impervia, così inaccessibile. Se ce ne fosse bisogno, ancora una volta si dimostra come non sia possibile la convivenza tra il lupo, un grande predatore, un grande carnivoro che ha bisogno di spazi selvaggi, e le località più antropizzate dall’uomo. Quindi, le favolette della convivenza restano, appunto, favolette e la questione della presenza di questi grandi predatori è un problema molto, molto serio, che va affrontato una volta per tutte attraverso un piano di razionalizzazione e di gestione di questi animali, che non possono più essere, lo diciamo ancora per l’ennesima volta, considerati animali in via di estinzione. Perché non lo sono. In via di estinzione saranno tutti gli altri animali se continueranno ad aumentare, come sta avvenendo, i grandi predatori».

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