Morto dopo la lite a Gualdera, Campodolcino si stringe attorno alla famiglia Acquistapace

Lunedì a Campodolcino i funerali di Davide Acquistapace, l’imprenditore edile di 63 anni morto dopo un malore seguito a un litigio. Intanto proseguono le indagini della Procura di Sondrio per omicidio preterintenzionale: eseguita l’autopsia sul corpo della vittima

Campodolcino

Karin, Manuel e Riccardo, i tre figli di Davide Acquistapace, 63 anni, di Campodolcino, imprenditore edile morto per malore in seguito a un litigio scoppiato domenica sera nel patio del suo chalet di Gualdera, unitamente alla nipotina Ludovica, a mamma Clea e al fratello Maurizio, sono stretti in un unico abbraccio.

Al fianco della bara del loro defunto, nella saletta privata delle onoranze funebri Sant’Antonio di piazza Castello, a Chiavenna, vegliano da questa mattina sul loro caro con l’affetto che gli hanno sempre tributato.

Si sono presi un momento tutto per loro, fino a metà mattina, per stare al fianco della bara chiusa del papà, nonno, figlio e fratello, poi hanno lasciato che anche altri parenti, amici e conoscenti potessero fargli visita prima dei funerali che si terranno lunedì, alle 10.30, nella parrocchiale di San Giovanni Battista a Campodolcino, officiati da don Marco Maesani, poi la tumulazione nel cimitero di Mese, nella tomba di famiglia.

Sicuramente saranno in tanti a unirsi a loro nell’ultimo saluto, perché Acquistapace avrà pure avuto i suoi grattacapi dal punto di vista professionale, per via di affari non sempre andati come avrebbe voluto, ma era una persona molto ben voluta in paese, buona, e che si era fatta da sola, lavorando tenacemente. E quanto gli è accaduto a Gualdera ha fortemente scosso la cittadinanza.

Venerdì mattina si è svolta l’autopsia sul suo corpo, disposta dal sostituto procuratore Daniele Carli Ballola, della Procura di Sondrio che procede per omicidio preterintenzionale su indagini condotte dai carabinieri del Comando compagnia di Chiavenna, retta dal capitano Aldo Leone, e del Comando provinciale di Sondrio.

Presto per avere gli esiti dell’autopsia, effettuata dal medico legale Luca Tajani, dell’Università di Pavia e a cui non ha assistito un perito nominato dalla difesa dell’aggressore di Gualdera, Gennaro Assante, milanese, ma domiciliato a Voghera, in provincia di Pavia, su cui pende l’accusa di omicidio preterintenzionale per aver colpito, parrebbe, con pugni e spintoni, la vittima prima che si accasciasse al suolo per non riprendersi più.

«Non abbiamo ritenuto di nominare un perito che presenziasse all’esame autoptico – dice Maurizio Chiesa, noto penalista del foro di Pavia, legale di fiducia di Assante -, ma ci riserviamo di nominarlo in seguito perché valuti gli esiti dell’autopsia. Dirimenti ai fini del procedimento, perché importante sarà capire quanto il litigio possa aver influito sul decesso, se non ci fossero, ad esempio, delle patologie pregresse. Io per ora, prima di fare ulteriori passi, attendo sia i risultati dell’autopsia sia gli atti di indagine, chiesti al pm e al gip, solo dopo potrò effettuare tutte le valutazioni del caso».

L’avvocato Chiesa, in sede di udienza di convalida dell’arresto del suo assistito ne aveva chiesto la misura cautelare degli arresti in casa e l’ha ottenuta, misura che Assante sta scontando a Voghera.

Pare che all’origine del litigio vi sia stato un problema legato alla gestione di un terreno e che Assante e Acquistapace si siano incontrati per questo, alla presenza della ex moglie di quest’ultimo e conoscente dell’aggressore, per quanto estranea alla violenza in sé.

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