Piuro:«Rientrati in stalla, brutta situazione»

Mario Pighetti ha riportato nel fondovalle di Borgonuovo la mandria della sua azienda agricola: «La permanenza in alto non è stata facile, troppo secco, solo qualche rara pioggia senza presa sul terreno»

Lettura 2 min.

Piuro

Come preannunciato pochi giorni fa da Gianmario Tramanzoli, vicedirettore di Aral, l’Associazione allevatori della Lombardia, le prime mandrie stanno rientrando a valle anzitempo dall’alta quota a causa delle condizioni climatiche avverse.

«Per fortuna non abbiamo perso capi durante la fase della transumanza»

Martedì pomeriggio i campanacci sono risuonati nelle vie del centro di Borgonuovo di Piuro annunciando il rientro a valle della mandria dell’azienda agricola Aqua Fracta, della famiglia Pighetti, titolare anche dell’omonimo agriturismo di località Giustizia.

Dieci asini

«Noi avevamo in quota, ai 1400 metri del Cont, solo vacche asciutte e vitelli - dice Mario Pighetti, il fondatore dell’azienda -, ma abbiamo preferito farle scendere perché la situazione in alto non è bella. Tra l’altro avevamo in quota anche mucche gravide, per cui abbiamo preferito riportarle a casa per tempo, con largo anticipo, anche per averle in casa al momento del parto. Abbiamo ancora in quota dieci asini, ma per il resto è tutto rientrato in stalla. Quest’anno va così, non è stata una bella stagione, sicuramente. Troppo secco, non una goccia d’acqua se non qualche rara piovuta che non ha avuto comunque presa sul terreno, per cui meglio tornare in basso e pazienza. Siamo costretti a fare i conti con la natura, non c’è niente da fare. Dobbiamo convivere».

Siamo costretti a fare i conti con la natura, quest’anno non c’è niente da fare»

Una discesa non facile per la mandria, tra l’altro, perché ci sono dei tratti pericolosi da percorrere fra il monte del Cont, Pesceda, Quarantapan, Pradella, e poi giù fino a Borgonuovo.

Poca manutenzione

«Negli anni scorsi abbiamo avuto grossi problemi - assicura Pighetti -, perché, si sa, il territorio in alto non è più frequentato e manutenuto, saliamo solo noi, per cui si rischia di perdere dei capi durante la transumanza. Quest’anno invece è andato tutto bene, abbiamo tirato diversi fili per far scendere in sicurezza il bestiame e tutte le mucche e i vitelli sono tornati a casa senza perdite di sorta. Di questo siamo contenti, così come siamo contenti dell’aiuto che ci riservano i compaesani e della pazienza che hanno. Alle volte mi stupisco, perché mi aspetto magari più intolleranza verso il passaggio degli animali, che rallentano sempre un po’ il traffico, ovvio, invece, addirittura, quando li ringrazio e mi scuso per averli fatti attendere, sono loro che ringraziano me. E devo dire che mi fa piacere».

Note positive di una stagione molto difficile sugli alpeggi con produzioni che, sicuramente, ne risentiranno.

«Le nostre, ripeto, sono vacche asciutte – ricorda Pighetti -, però è pacifico che la permanenza in alto non è stata facile. Ricordiamoci anche la convivenza con i lupi che sono sempre presenti. Credo almeno due dove avevamo le bestie, tant’è che abbiamo recuperato alcuni asini, addirittura, al campanile nero di Prata, talmente devono averli fatti correre. Predazioni, però, non ne abbiamo avute. Ho avuto invece il pollaio dietro la stalla della Giustizia messo a soqquadro, credo da una volpe, entrata in azione nientemeno che alle 15 di lunedì. Quindi, non c’è più orario neanche per le volpi... Pazienza, anche qui dovremo convivere».

Primo allevatore

Uno dei primi allevatori che mollano la presa in quota, Mario Pighetti, in provincia di Sondrio, ma c’è da credere che altri ne seguiranno.

I prati sono bruciati a tutte le quote, in pianura sono aridi che sembra di essere nel deserto del Sahara, la mezza costa uguale, l’alta è fatta di erba alta, perché non viene tagliata, ma con tonalità giallo oro tendente all’arancione.

E intanto dai Comuni, per esempio Campodolcino e Poggiridenti, ma molti altri probabilmente seguiranno, giunge il caldo invito a contenere il consumo di acqua a soli fini igienici ed alimentari.

© RIPRODUZIONE RISERVATA