Robot chirurgico a Sondrio, sindaci divisi sulla collocazione

Attivo da ottobre a Sondrio, preoccupa Peraldini per le ripercussioni su Sondalo. Il direttore Ramponi: «Non incide sugli altri poli». Scaramellini: «Stiamo uniti»

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Sondrio

Mai così partecipata la Conferenza dei sindaci sulla sanità riunitasi giovedì in Asst Valtellina e Alto Lario alla presenza di 38 sindaci o loro delegati rappresentanti 115.822 residenti nel territorio di pertinenza della locale azienda sanitaria. Al tavolo il suo presidente, Marco Scaramellini, sindaco di Sondrio, che ha avuto un bel daffare nel richiamare i primi cittadini all’unità.

Territorio vasto

«Il nostro territorio è grande, popolato da 180mila persone che corrispondono ad un quartiere di Milano – dice Scaramellini – per cui l’unità d’intenti anche sulla sanità è fondamentale pena il fatto di non venire ascoltati a Milano. Se noi siamo divisi sulla sanità purtroppo saremo meno incisivi. Dobbiamo lavorare insieme per tutti i nostri presidi e, in generale, per la sanità valtellinese, per assicurare un servizio di qualità ai cittadini». Tanti i temi toccati a partire da quello risultato più divisivo, ancorché da tutti riconosciuto come importantissimo, della chirurgia robotica.

Da ottobre è attivo, infatti, a Sondrio, il robot chirurgico Da Vinci, del costo di 2,39 milioni, collocato nella sala 1 del blocco operatorio ritenuta idonea ad ospitarlo per spazi, portata e percorsi, e già utilizzato per interventi di chirurgia prostatica con l’obiettivo di ricorrervi, via via, in Chirurgia generale, toracica e ginecologica in base alle indicazioni cliniche e una volta completato il percorso formativo degli operatori in tandem con i colleghi dell’Asst Niguarda.

Sulla scelta della collocazione, però, si è levato il distinguo di Ilaria Peraldini, sindaco di Sondalo, e di Anna Maria Saligari, in collegamento da remoto, sindaco di Lovero, mentre non sono intervenuti al riguardo gli altri sindaci dell’Alta Valtellina presenti, salvo Silvia Cavazzi, primo cittadino di Bormio, che ha però sottolineato l’importanza di poter contare su questa strumentazione «al di la dell’ospedale in cui è ubicata», ha detto.

Forte la preoccupazione espressa dal sindaco Peraldini, invece, soprattutto per le ripercussioni sul Morelli che potrebbe comportare la riorganizzazione chirurgica in seguito all’introduzione del robot.

«Non si tratta di alimentare una polemica campanilistica fra i due ospedali – dice Peraldini – né di sostenere che il robot dovesse essere necessariamente installato a Sondalo, ma è legittimo domandarsi perché un investimento tecnologico così rilevante non sia stato destinato proprio ad una struttura che si dichiarava in epoca olimpica di voler rilanciare e soprattutto in quale altro modo si intende concretamente rilanciare il Morelli. E poi c’è una questione di metodo – fortemente stigmatizzata da Peraldini – perché non è corretto che noi sindaci si sia portati a conoscenza delle scelte dopo la loro attuazione. Così non è stato, giustamente, ad esempio, per la chiusura del Punto di primo intervento di Morbegno, mentre noi abbiamo saputo delle decisioni sulla robotica solo e per caso dai rappresentanti sindacali».

La replica

Non si è fatta attendere la risposta di Ida Ramponi, direttore generale di Asst Valtellina e Alto Lario secondo la quale «Ppi di Morbegno e chirurgia robotica non sono situazioni sovrapponibili – dice -. La prima riguarda direttamente la cittadinanza, la coinvolge in prima battuta, la seconda noi, anche perché non andiamo a toccare nulla dell’assetto della chirurgia tradizionale, né su Sondalo, né su Sondrio, né su Chiavenna. Ciascuna Chirurgia procede con la propria attività, anzi, abbiamo registrato un aumento del 20% di interventi su Sondalo che su Sondrio si è fermato al 13% a voler essere precisi. Il robot è a beneficio dei cittadini di tutta l’Asst è collocato in Asst e la scelta su dove metterlo a nostro avviso non andava condivisa con i sindaci, perché non sposta nulla rispetto all’esistente. È un qualcosa, tanta roba, in più, non in meno per il territorio e neppure per il Morelli di Sondalo. Precisa anzi che proprio due chirurghi del Morelli sono i primi formatisi con gli urologi su questa strumentazione».

A favore della sua collocazione a Sondrio si sono poi detti Roberto Scaramellini, sindaco di Madesimo e vice presidente dell’assemblea dei sindaci di Chiavenna e Alto Lario e le delegate di Traona, Cosio Valtellino e Forcola, unitamente ad altri sindaci presenti.«In questo modo tratteniamo in provincia pazienti della Bassa Valle che potrebbero andare altrove – dice Luisa Fiorini, assessore di Traona -, perché non è scontato che tutti vadano a Sondalo. Sondrio è baricentrico».

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