Cronaca / Valchiavenna
Giovedì 16 Aprile 2026
Sofia nata in auto sulla statale 38: festeggia con l’Arma
Chiavenna A un anno dal parto improvviso in strada assistito fino in fondo dai carabinieri di Chiavenna Cristina Mori e la sua bimba piccola hanno portato doni
Chiavenna
Il 13 febbraio di un anno fa, di mattina, mentre al volante del suo van proveniente da Corteno Golgi, la località bresciana al confine con Aprica, si apprestava a raggiungere l’ospedale “Manzoni” di Lecco per sottoporsi ad alcuni controlli clinici essendo ormai prossima la nascita della sua quinta figlia, dovette all’improvviso accostare su una piazzola della trafficata statale 38 dello Stelvio dopo la variante di Morbegno, in territorio comunale di Piantedo.
Il brigadiere capo Santelli e il collega furono impegnati a lungo sul posto
L’evento un anno fa
Cristina Mori, 45 anni, chiamò la centrale operativa di Areu per chiedere aiuto, sentiva che stava per diventare di nuovo mamma da un momento all’altro.
Dalla centrale venne allertata anche la Compagnia carabinieri di Chiavenna, innanzitutto per localizzare con precisione la donna, che al 118 non era stata in grado di riferire la posizione esatta in cui si trovava con quello che sarebbe diventato il «pullmino-sala parto», e in quanto necessitava un intervento tempestivo dei militari per bloccare il collegamento stradale e consentire l’atterraggio di un elicottero con l’équipe medica.
E così avvenne. Una gazzella dell’Arma si precipitò sul posto per fermare, innanzitutto, il traffico poi deviato sulla viabilità secondaria, per permettere le operazioni di soccorso alla mamma che aveva le doglie.
«La dottoressa, infine, venne calata dall’alto con il verricello - ricorda Cristina, a lungo traduttrice di professione - in attesa dell’arrivo dei colleghi dell’automedica e dell’ambulanza. La mia bimba venne alla luce sulla mia auto, dove ad assistermi e rassicurarmi c’era pure un brigadiere della pattuglia. Tutto filò liscio. Mia figlia venne alla luce senza alcun problema, quindi caricata su un’ambulanza per raggiungere al più presto la struttura ospedaliera lecchese e io su un’altra con identica destinazione. Restammo ricoverate due giorni e poi tornammo a casa, entrambe in perfetta forma».
La prima candelina
Per il primo compleanno di Sofia, la donna ha voluto recarsi nella caserma di Chiavenna per rendere partecipi i militari della crescita della bimba, del suo buono stato di salute e per ringraziare, ancora una volta, gli uomini dell’Arma che tanto si erano prodigati per il felice evento. E i militari, per la festa di compleanno, hanno regalato una bella tutina alla piccina.
Mamma Cristina, da parte sua, ha donato a chi lavora tutti i giorni per la sicurezza della popolazione e per rispondere a qualsiasi tipo di emergenza, una scatola di cioccolatini, un dolce e alcune candele profumate. Un piccolo gesto di gratitudine.
Il ricordo di quel giorno
Ad accogliere madre e piccina il comandante, capitano Aldo Leone, e alcuni dei suoi stretti collaboratori in servizio, in quel turno, nella struttura di viale Maloggia.
«In quell’occasione - sottolinea il capitano Leone - l’intervento con un epilogo che non poteva essere più lieto di così era stato capeggiato dal brigadiere capo Massimiliano Santarelli della nostra Aliquota radiomobile. I carabinieri della Compagnia di Chiavenna hanno dimostrato che, oltre alla capacità professionale, sono in grado di mettere in luce anche una straordinaria sensibilità umana a favore della signora che stava per dare alla luce la piccola Sofia. L’equipaggio guidato dal brigadiere Santarelli, infatti, ha prestato il suo importante ausilio. La bimba aveva fretta di nascere, non c’era tempo per raggiungere l’ospedale di Lecco».
Il comandante della Compagnia carabinieri di Chiavenna, inoltre, sottolinea che «Santarelli e il collega, con indiscutibile sensibilità, non si sono limitati a bloccare e deviare il traffico, ma anche a prestare l’ausilio alla signora, alla nascitura e nelle fasi di coordinamento ai sanitari, che hanno garantito il parto in totale sicurezza. Fa molto piacere ricevere oggi qui in visita Sofia, per il suo primo compleanno, e vederla così in salute: possiamo dire che la riteniamo un po’ la nostra mascotte».
Questo episodio molto felice evidenzia «la capacità dell’Arma di essere presente davvero in ogni circostanza a 360 gradi per essere di supporto ai cittadini per ogni necessità, in ogni condizione, in questo caso per un evento molto bello e davvero lieto», conclude il comandante.
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