L’impresa di Crippa: a Siena dopo 440 km di corsa

Nella tarda serata di ieri l’arrivo in piazza del Campo dopo più di cinque giorni, per un totale di 125 ore. Rispetto alle attese della vigilia, il percorso dell’ultratrail si è rivelato più lungo di una quarantina di chilometri

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Lecco

L’arrivo in piazza del Campo a Siena nella tarda serata di ieri. Il collega giornalistia del Gruppo Enova, il “60enne volante”, Roberto Crippa ce l’ha fatta a concludere la sua “sovrumana sfida”: l’ultra-trail dalla Canottieri Lecco al cuore del capoluogo toscano.

Una corsa che nelle attese della vigilia doveva essere di 402 km, ma che - strada facendo - si è rivelata superiore ai 440 km totali, per via di alcune necessità di tracciato.

Insomma un interminabile trail fra corsa e marcia senza soste (se non quelle per micro-sonni di 10’ ciascuno e istantanei approvigionamenti logistici) che, dopo oltre 125 km di percorso in solitaria, lo ha visto fendere l’ultimo tratto di Chianti per arrivare a Siena.

In mezzo oltre cinque giorni di corsa e marcia, ad una media di circa 3,5 km/h, scendendo dalla Lombardia – via Olginate, l’Adda, Treviglio, Crema e Cremona, attraversando la pianura padana fino all’Emilia Romagna. Scendendo fino alle pendici degli appennini, per poi attraversare Porretta Terme, affrontare dislivelli paurosi e infine incedere verso la Toscana.

Una sfida con se stesso che sta spingendo il giornalista-runner a superare i propri limiti precedentemente stabiliti. Aneddoti, cambi di direzione nel cuore della notte (fra cui la prima, fra martedì e mercoledì, sotto una pioggia battente) e finanche un gelato, acquistato al volo in una gelateria emiliana. Utile a fargli superare una crisi alimentare che lo aveva costretto al pericoloso digiuno “cammin facendo”.

Eppoi quel “traguardo parziale”: 400 km percorsi esattamente alle 13.01 (nella foto, nda) di ieri che avrebbe dovuto rappresentare la vista della spettacolare Piazza del Campo ma che, per le numerose deviazioni di percorso obbligate, la spinto ad ulteriori 40 km di trial. Inattesi, inaspettati e per questo ancor più probanti.

Non senza paradossali e piacevoli aneddoti: «In Emilia ho chiesto a un signore di poter riempire le mie borracce dalla sua fontana, mi chiesto cosa stavo facendo, gliel’ho spiegato...Mi ha detto che sua moglie è di Lecco», raccontava ridendo venerdì.

Eppoi ieri verso il gran finale: «A pesare sul chilometraggio sono state le deviazioni. Direi un problema inevitabile, visto che i navigatori mi portano a percorrere anche strade solo pedonali che spesso sono mal tracciate o addirittura chiuse e questo comporta altri km di deviazioni - ha spiegato Crippa -. In particolare poi a Porretta Terme, dove l’immissione su una strada provinciale trafficatissima e senza marciapiede, avrebbe comportato grossi rischi. Lì ho dovuto allungare di parecchi km per evitarla. Come sto? Ho il morale a mille, in vista delle conclusione, i piedi a pezzi e la fatica si sente. Ma ce la faccio».

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