Calcio / Circondario
Sabato 19 Settembre 2026
A Valmadrera la bandiera rossonera Galli: «Il calcio italiano deve innovarsi»
Il difensore milanista ospite del mese dello sport: «La crisi del calcio italiano non dipende dalla mancanza di talenti ma da un sistema che non si mette in discussione»
Lettura 1 min.Valmadrera
Filippo Galli, storico difensore del Milan, è stato ospite del Milan Club di Valmadrera (presieduto da Franco Rusconi) nell’ambito del “Mese dello Sport” promosso dal Comune. Lo scenario dell’evento è stato il centro civico Fatebenefratelli.
La serata è stata anche un’importante occasione di confronto sul futuro del calcio italiano e sul tema sfidante del settore giovanile. Galli, d’ altronde, ha guidato per anni i vivai del Milan e anche del Parma, condensando ora la sua visione e la sua metodologia nel libro “Il mio calcio eretico” (Edizioni Piemme), che è stato presentato durante l’incontro, moderato dalla giornalista Anna Masciadri. In sala, numerosi sindaci tra cui quello di Lecco, Filippo Boscagli, mentre Cesare Colombo di Valmadrera ha fatto gli onori di casa sul palco con gli assessori Antonio Rusconi e Marcello Butti.
La serata ha avuto ospite altresì il presidente della società Calcio Lecco, Aniello Aliberti e, in video, la sottosegretario all’Istruzione, Paola Frassinetti. Galli ha parlato appunto del futuro del calcio tra innovazione metodologica e superamento delle criticità sistemiche. «Spesso - è la sua convinzione - abbiamo l’idea che si debba sempre fare come si è fatto: si fa così perché si è sempre fatto così, quindi non si tengono in conto nuove ricerche e nuovi studi che riguardano l’apprendimento motorio, cioè la base dell’apprendimento tecnico. Credo che quello metodologico sia uno degli aspetti più importanti affinché questo calcio ritrovi la strada. Poi ce ne sono altri, legati a un “sistema calcio” che fatica a lavorare appunto come sistema: ognuno - ha detto Falli - fa i propri interessi senza unire le forze. Eppure, lo sport è entrato nella nostra Costituzione ed è un passo importante verso uno strumento di educazione e di formazione: deve essere utilizzato nel modo migliore».
Sul tema della Nazionale, Galli ha affermato: «Tre Mondiali saltati non dipendono dalla difficoltà di trovare i talenti, perché i talenti ci sono; come già dicevo, bisogna però lavorare come sistema; a volte non si guarda sufficientemente sul territorio e si preferisce andare a cercare all’estero, quindi è un problema, ribadisco, di sistema, oltre che legato agli interesse che continuano a essere centrali nel mondo del calcio, ma che si dovrebbe provare a gestire meglio».
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