Piganzoli super al Giro, migliore italiano in rosa

Ciclismo, i complimenti dell’ex pro Cecini di Grosio: «Ha fatto un’impresa». E del talamonese Vairetti: «Un peccato che non vada al Giro di Svizzera»

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Sondrio

Le lodi del Cecio per il Piga. L’ex ciclista professionista grosino, 60 anni, il primo valtellinese a partecipare alla corsa rosa nell’edizione del 1989 nella quale riusci anche a vestire la maglia bianca di miglior giovane, analizza il rendimento del morbegnese, ultimo grande protagonista nella corsa a tappe di tre settimane che si è conclusa domenica a Roma.

Il 24enne morbegnese è stato il migliore degli italiani concludendo all’ottavo posto la classifica finale nonostante abbia dovuto aiutare il proprio capitano Jonas Vingegaar che ha trionfato in questa edizione del Giro, entrando a fare parte della ristretta cerchia di campioni che hanno vinto Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta di Spagna.

L’analisi

«Piganzoli ha fatto qualcosa di eccezionale confermando tutto il proprio grande valore- afferma Stefano Cecini-. Passando nella Visma pensavo dovesse fare il gregario, invece oltre ad aiutare tantissimo il proprio capitano è riuscito ad entrare anche nella top ten, è stato davvero bravo. Lui e Giulio Pellizzari sono il futuro del nostro ciclismo». Ora il morbegnese classe 2002 non farà il Tour de France. «Non bisogna creare troppe pressioni ma lasciargli il tempo per crescere con tranquillità»- sentenzia il Cecio.

L’altro professionista che la Valtellina ha dato ciclismo nazionale negli anni Novanta è stato il talamonese Raimondo Vairetti: «Piganzoli avrebbe vinto anche la maglia Bianca se non avesse avuto compiti tattici ben precisi di aiutare Vingegaardrivela il “Vairo” -. Il portoghese Eulalio che ha vinto la classifica dei giovani ha indubbiamente tratto giovamento di avere assoluta libertà nel suo team. Avesse potuto pensare unicamente alla maglia Bianca, questo traguardo non sarebbe sfuggito a Piganzoli che invece ha dovuto seguire i dettami della quadra ed essere una pedina fondamentale nello scacchiere di Vingegaard, l’ultimo a “tirare” prima dell’attacco del capitano».

«Nonostante tutto è stato davvero bravo ad essere il primo italiano nella classifica finale ed arrivare secondo nella classifica dei giovani». Vairetti guarda alla propria esperienza personale e ha il rammarico che Piganzoli non sia al via del Giro di Svizzera che quest’anno partirà da Sondrio il 17 giugno: «Io portai la grande forma con la quale avevo concluso il Giro d’Italia, al successivo Giro di Svizzera nel quale conquistai il settimo posto finale, e in una tappa feci quinto dietro a Sean Kelly e Greg Lemond, due autentici fuoriclasse. Ovviamente facendo parte di uno squadrone come la Visma, Piganzoli deve attenersi agli ordini di scuderia e non può avere tanta scelta sulle gare da fare. Era successa la stessa cosa anche al sottoscritto quando passai la professionismo con la Carrera piena di campioni».

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