Sci / Valsassina
Giovedì 21 Maggio 2026
Sci d’erba in difficoltà nel Lecchese: «Servono giovani e piste, ma lo sport ha ancora futuro»
A tracciare il quadro è l’ex azzurra Antonella Manzoni, che pur evidenziando le criticità resta fiduciosa: «Senza settore giovanile è difficile andare avanti, ma questo sport resta una palestra tecnica importante per lo sci alpino»
Lettura 3 min.Lecco
Lo sci d’erba da sempre parente povero degli sport invernali, anche e soprattutto in queste ultime stagioni- sta perdendo inevitabilmente punti a livello nazionale, e lecchese.
In un passato ormai remoto la nostra provincia era fulgida di campioni internazionali (vedi i fratelli Paola e Oscar Bazzi), quindi Antonella Manzoni un gradino sotto. Poi il vuoto attuale, con la sola Nicole Mastalli a tenere in vita la disciplina cingolata, nel nostro territorio. Doveroso allora fare il punto della situazione con la stessa Manzoni, quarantacinquenne di Parlasco che sino al 2022 difendeva ancora con profitto la casacca della nazionale azzurra. Lei pur ammettendo le difficoltà del momento, rimane moderatamente ottimista sull’immediato futuro: “Le problematiche non mancano di certo, sempre meno giovani si avvicinano allo sci d’erba. I bimbi vengono attratti dallo sci alpino, e se manca il settore giovanile, beh è difficile andare avanti non capisco; sciare sull’erba ritengo possa aiutare gli atleti della neve, a migliorare sotto l’aspetto tecnico. Cimentarsi sui terreni duri dei prati, allena ad essere più svegli quando si gareggia su una pista deteriorata, nelle discipline invernali, non mi capacito ma la situazione è questa”.
Si tratta comunque di uno sport il vostro, complicato in molte sue latitudini vero?.
“Concordo, serve una costante manutenzione tecnica che gli atleti spesso devono autogestire. Uno sport che si svolge in estate, quindi ragazzi e genitori, preferiscono le vacanze invece di impegnarsi in gare o allenamenti”.
Poi entrano in ballo anche gli sponsor che preferiscono investire in altre discipline la cui cassa di risonanza è indubbiamente maggiore, difficile invertire la tendenza?
Abbastanza, lo sci d’erba non è mai sotto i riflettori anche se esistono canali interni che fanno vedere le gare, in diretta. Inoltre mancano le piste, e bisogna andare spesso all’estero per allenarsi insomma una bella montagna da scalare”
Altra piaga, manca il ricambio generazionale.
“L’impegno del nostro mondo è sempre massimale, ma serve altro come ricordato sono davvero pochi i ragazzini che si avvicinano a questa disciplina e andare avanti è molto dura”.
Rispetto a quando sciavi tu e parliamo di quattro anni orsono la situazione è decisamente peggiorata, visto un interesse almeno apparentemente, minore verso lo sci d’erba.
“No, direi che siamo in una fase di stallo escluso Andrea Ioli che due anni fa ha vinto la coppa del mondo generale, abbiamo davvero pochi campioni e se non vinci, la situazione diventa ancora più difficile”
Anche perché della torta suddivisa dalla Fisi, voi avete forse la fetta meno sostanziosa.
“Devo essere sincera ultimamente la federazione ci sta dando una mano concreta, logico non possiamo ambire ai grandi cose ma non mi lamento. Logico poi che alpino, fondo ecc. abbiamo un maggior tesoretto su cui investire, ma ripeto va bene così”.
Tuo figlio Alberto, ora tredicenne è in forza allo sci club Lecco mai tentato di convertirlo verso il cingolato?.
“Onestamente no, anche se lui me lo ha chiesto. Tuttavia a breve penso proverà anche il mio sport. Come detto ritengo serva davvero molto a preparare la stagione invernale, lui come me emerge in superg e gigante attualmente, fa parte della categoria ragazzi. Se è bravo? Diciamo che si difende, in passato ha avuto dei problemi fisici che lo hanno rallentato tempo al tempo”.
Intanto per non farti mancare nulla - da qualche anno, ti diletti anche nella subacquea .
Esatto, credo nel 2020 ho voluto tramutare in lavoro la mia eterna passione ottenendo il brevetto da istruttrice. Esercito all’Isola del Giglio da fine giugno a metà settembre, poi in inverno sono una maestra di sci, è vero, campo di sport senza non riuscirei a stare”.
La profondità da te raggiunta?
“-65 metri, là sotto c’è un modo incredibilmente bello vedi pesci i fondali marini difficile descriverlo a parole. Si parte con un minimo dai 18 ai 40 metri, secondo le capacità di ognuno- naturalmente il tutto, nella massima sicurezza”.
Torniamo allo sci d’erba davvero tante le vittorie, peccato per l’oro mondiale da te, a lungo inseguito ma mai ottenuto.
E’ così, ho vinto argento e bronzo ma nella rassegna iridata manca il titolo. Sono comunque contenta di come è andata; in bacheca ho anche una ventina di titoli italiani assoluti, e una coppa del mondo di supergigante -senza dimenticare il secondo posto conseguito nella generale di coppa”.
Oltre ai successi ottenuti, nella stessa coppa del mondo o sbaglio?
“Si, non ne sono certa ma orientativamente, dovrei aver vinto una decina di gare”.
Si chiude col botto, a sorpresa dicevi di un tuo possibile e clamoroso ritorno dopo un quarto di secolo (dai 16 ai 41 anni)- trascorso sui pendii a battagliare dove trovi gli stimoli?.
Pur essendo ferma da quattro anni, l’amore verso lo sport sarà per sempre radicato in me, quindi non ci vedo nulla di strano. Adesso non so quando e se ritornerò, ma voglio giocarmi un ultima chance per mettere
al collo l’oro mondiale- anche in altre stagioni ho partecipato a poche gare, ecco potrei ripetermi sulle piste più facili, un buon allenamento per la rassegna iridata ora è un’idea, ma che potrebbe trasformarsi in realtà”.
L’impresa oro resterebbe comunque molto molto, ardua…
“Assolutamente si, ma non ho nulla da perdere naturalmente dipende anche dal tipo di tracciato- laddove non fosse particolarmente ostico, ripeto vorrei provarci. Darmi insomma una chance supplementare anche se sono consapevole, che sarà estremamente dura”.
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