Bormio: comitato chiede assemblea pubblica per la tangenzialina

Il comitato a tutela dell’Alute invita il sindaco Silvia Cavazzi a convocare un’assemblea pubblica per discutere la costruzione della tangenzialina. Si sollecita un confronto franco e articolato per raccogliere la volontà della popolazione sull’opera.

Bormio

Un’assemblea pubblica per far emergere la volontà della popolazione in merito alla costruzione o meno, nella piana dell’Alute, della tangenzialina di Bormio. È questa la richiesta inviata al sindaco Silvia Cavazzi da parte del Comitato a tutela dell’Alute, capitanato da Ludovica Canclini, a seguito del riacceso dibattito, rimbalzato agli onori della cronaca soprattutto negli ultimi giorni, sull’utilità o meno dell’arteria stradale.

«Chiediamo la sua disponibilità - hanno detto al sindaco - ad organizzare un confronto franco e articolato da tenere in un prossimo incontro aperto a tutti, cittadini, elettori e frequentatori di Bormio. Le chiediamo formalmente di organizzarlo a brevissimo termine. Ci permettiamo di sottolineare – questo il commento della Canclini e del suo gruppo – il crescente interesse per un’opera la cui realizzazione avrà una ricaduta futura sull’intero territorio dell’Alta Valtellina. La invitiamo a considerare che “sin” significa “con, insieme” e non “contro” e che quindi il termine “sindaco” indica colui che rappresenta una comunità e agisce insieme alla comunità stessa. Una maggior attenzione nei confronti di coloro che non condividono il suo obiettivo – e che tra i suoi elettori sono la maggioranza – sarebbe auspicabile. Caro sindaco – questo l’appello – non deve aver paura di cambiare le sue posizioni su questa opera, dalla maggior parte della gente considerata inutile se non dannosa. Anzi, un cambio di rotta aiuterebbe certamente a riportare un po’ di serenità, smorzando un contrasto anche acceso».

E, per perorare la loro posizione, i contrari all’opera si sono messi anche nelle mani del Papa. «Lei stessa – hanno evidenziato – in occasione del recente incontro che ha avuto a Roma con Papa Leone XIV, ha dichiarato alla stampa che “a volte fare un passo indietro significa voler riflettere, crescere sempre e comunque per il bene della comunità” e ancora “la sconfitta vista non come un’umiliazione”, ma come un motivo per cercare di migliorarsi e impegnarsi di più».

© RIPRODUZIONE RISERVATA