Bormio: s’infiamma il dibattito sulla tangenzialina dell’Alute

Il progetto continua a dividere il territorio. Scontro fra il sindaco Cavazzi e Lazzeri (Fratelli d’Italia)

Bormio

Ancora particolarmente acceso, a Bormio, il dibattito sulla tangenzialina lungo la piana dell’Alute progetto che, dopo anni, continua a dividere il territorio. Dopo la “pausa” olimpica, nella quale l’intervento – seppur temporaneamente – era finito in un cassetto avendo gli enti competenti dato priorità ad altre opere imprescindibili per l’evento a Cinque Cerchi, a fine aprile la “tangenzialina” è tornata ad infiammare non solo i social ed il paese ma anche la cronaca. Da un lato lo ha fatto direttamente –stante il fatto che, giovedì, si è svolta in regione un audizione, chiesta da Fratelli d’Italia – su iniziativa del consigliere regionale Chiara Valcepina, relativamente al futuro della piana dell’Alute e alla sostenibilità delle infrastrutture in Alta Valtellina e, dall’altro lato, di fatto l’Alute ha indirettamente causato uno scontro – personale ma anche politico – tra il sindaco di Bormio Silvia Cavazzi (che ha preferito non commentare e non entrare nel merito della vicenda ndr.) e Andrea Lazzeri, vice coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia e presidente della sezione dell’Alta Valtellina che ha denunciato pubblicamente espressioni “offensive e minacciose”, come lui stesso le ha definite, da parte del primo cittadino.

«Al netto degli insulti personali (per i quali sta valutando il da farsi con i suoi legali ndr.) – ha commentato Lazzeri- sulla questione tangenzialina la direzione generale di infrastrutture di regione Lombardia ha detto che la parola fine spetta al comune di Bormio che, adesso, ha tutto il tempo di fare una giravolta e dire che non vuole questa infrastruttura. Noi ci aspettiamo o che prendano veramente le distanze da quest’opera - che per noi non risolve i problemi di traffico, di viabilità e, anzi, rischia di essere una cattedrale nel deserto inutile, che divide ulteriormente la popolazione, senza portare benefici - oppure che, quantomeno, il sindaco spieghi pubblicamente perché ritiene utile questa infrastruttura. Mi sembra però che, anche nella sua amministrazione, il sindaco sia rimasto un po’ solo anche perché, a me, in privato mi hanno scritto in tanti che non sono d’accordo. Anche tra le istituzioni di rango superiore sembra proprio che la Cavazzi sia rimasta sola a volere quest’opera: pure in questi giorni non mi sembra di aver visto una levata di scudi a suo favore». Ed oltre alla netta posizione contraria all’opera di Fratelli d’Italia e del consigliere Valcepina da registrare anche il no del consigliere regionale e capogruppo del Pd in commissione trasporti Simone Negri e del segretario del Pd della provincia di Sondrio Michele Iannotti. «La tangenzialina di Bormio – hanno evidenziato - è prevista dal Piano territoriale regionale, (Ptr) e sostenuta dal sindaco di Bormio che peraltro non ha neppure partecipato all’audizione in regione fatto che non possiamo non giudicare grave vista l’importanza dell’opera per il territorio. Già a novembre avevamo presentato un ordine del giorno che esprimeva la nostra contrarietà alla nuova infrastruttura che ora non possiamo che ribadire ».

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