Il futuro di Livigno, si punta sul turismo e sulle nuove opere

Dopo i Giochi le scelte dell’amministrazione, posteggio della piana e collegamento tra i versanti. «Molti arrivati per le Olimpiadi torneranno qui da noi»

Livigno

La sbornia olimpica è passata, ma anche dopo la festa Livigno ha tanti motivi per sorridere e non solo perché la location ha risposto alla grande. Anche il futuro prossimo è denso di belle notizie, di altre opere che sono ormai in conclusione.

«A luglio avremo pronto il parcheggio della piana e la via Marangona che permetterà al traffico che arriva dal Gallo di decongestionarsi - dice il sindaco Remo Galli -. Per novembre sarà pronto anche il collegamento fra i versanti dello sci».

Prima che Galli fosse sindaco, era previsto di realizzare il villaggio olimpico con container provvisori dalla zona Aquagranda. Più di mille posti letto, 500 container che avevano un costo nel 2020 di 40 milioni e che dovevano essere rimossi dopo l’evento olimpico realizzando però fogne e acquedotto. Una soluzione che non convinceva per nulla il Comune e quindi con decisione Galli ha virato verso il progetto che è poi stato portato a termine per il Villaggio olimpico: «Appena diventato sindaco mi sono battuto per usare gli alberghi esistenti in via Gerus ed evitare di occupare tutta la zona bassa del paese - dice Galli -. È stata una scelta importante. Come amministrazione ci siamo subito battuti contro questa idea che avrebbe consumato diverso suolo, poi i container erano provvisori e quindi non avrebbero nemmeno risolto il tema casa giovani dipendenti. Grazie all’aiuto di Antonio Rossi e di Massimo Sertori siamo riusciti a evitare, secondo noi, una scelta sbagliata e utilizzare alberghi già esistenti. Credo che questa scelta sia stata apprezzata dagli atleti che si sono trovati benissimo. Mangiando benissimo. Aver circoscritto il villaggio olimpico alla sola via Gerus ci ha poi permesso di tenere tutto aperto in paese».

Anche quella della qualità del cibo che hanno avuto atleti e i volontari è un’altra vittoria. «A pochi giorni dal via ai Giochi la società inglese che avrebbe dovuto provvedere a fornire i pasti a Livigno per i volontari si è ritirata, ma quello che a prima vista sembrava un problema è diventata una grande opportunità per la nostra realtà, grazie ai nostri operatori del settore alberghiero che si sono messi disposizione», sottolinea ancora Galli. Grazie ai nostri esperti locali è stato fornito un servizio cucina che ha soddisfatto tutti, valorizzando i piatti locali».

E la lunga standing ovation dell’ultimo giorno nella mensa dello Snow Park la dice lunga sul successo avuto dalla ristorazione. Un simbolo delle Olimpiadi a Livigno è stato il Big Air, il maestoso trampolino che ha illuminato la piana: «A me è subito piaciuto e vederlo ora spento ha creato un po’ di malinconia - afferma il primo cittadino -. Entro sessanta giorni sarà smontato. Quando nel 2028 ci saranno le Olimpiadi giovanili, ne sarà costruito uno più piccolo nella skiarea del Carosello».

Olimpiadi che fanno da spartiacque per il turismo, aprendo una nuova frontiera: «Ci sono stati nuovi turisti nuovi che non conoscevano la nostra realtà come americani, canadesi, australiani, giapponesi e coreani. Il ministro dello sport canadese mi ha detto che ai suoi compatrioti Livigno è piaciuto parecchio e torneranno. Lo stesso posso dire per i tifosi australiani che ho conosciuto e torneranno già la prossima estate».

Una nuova frontiera si apre per il turismo, «ma non dobbiamo dimenticarci da dove siamo partiti. Capisco che le strutture nuove e quelle che hanno realizzato grandi migliorie possano aumentare i prezzi e prendere una fascia di clientela più alta; capisco meno che coloro che non hanno investito nulla nelle loro strutture per migliorarle, alzano anche loro i prezzi. I commercianti effettivamente sono stati penalizzati in questa fase anche per le difficoltà nel raggiungere Livigno nel periodo olimpico per motivi di sicurezza, stiamo studiando qualche formula che possa aiutarli».

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