Inaugurato il Villaggio Coldiretti a Bormio: «Sport e cibo sano: il futuro si allena»

Spazio alle eccellenze produttive valtellinesi. Agricoltura di montagna, un patrimonio da sostenere. Il presidente Fontana: «Supportiamo i giovani del settore»

Bormio

È stato inaugurato ieri mattina a Bormio, in piazza V Alpini, il Villaggio Coldiretti Valtellina, uno scrigno prezioso dove sportivi, territorio, agricoltura, produttori e destinazioni si incontreranno, fino al prossimo 22 febbraio, per far conoscere i prodotti della Valtellina.

«Con l’impegno dei coltivatori diretti e delle istituzioni eliminate le fake europee»

Al taglio del nastro erano presenti, tra gli altri, il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, l’assessore regionale Massimo Sertori, il presidente della Provincia di Sondrio Davide Menegola, il prefetto di Sondrio Anna Pavone, il presidente della Camera di commercio di Sondrio Loretta Credaro, il sindaco di Bormio Silvia Cavazzi, unitamente a Ettore Prandini, presidente nazionale Coldiretti, Gianfranco Comincioli, presidente Coldiretti Lombardia, Dominga Cotarella, presidente nazionale di Fondazione Campagna Amica e Terranostra, Sandro Bambini, presidente Coldiretti Sondrio, Omar Scomodon, nutrizionista, e Viola Vanini, titolare dell’azienda agricola “La Fiorida”.

L’occasione

Numerosi e degni di nota gli interventi e gli spunti emersi durante il convegno “Sport e cibo sano: il futuro si allena oggi”: dal rapporto tra sport, salute e alimentazione, all’importanza di una nutrizione equilibrata – meno quantità ma maggior qualità – alla valorizzazione del cibo naturale da introdurre, per quanto possibile, anche nei distributori automatici – con i cibi confezionati da bandire soprattutto nelle scuole e negli uffici pubblici – come pure nelle mense pubbliche.

E poi la consapevolezza dei rischi legati ai prodotti ultra-processati, la necessità di sburocratizzare l’agricoltura «perché con la burocrazia ci siamo incartati – ha detto Sertori – non dobbiamo fare qualcosa in più ma togliere i lacci e lacciuoli che sono stati creati» e la certezza che l’agricoltura di montagna vada sostenuta maggiormente «perché è eroica – ha sottolineato Prandini – è straordinaria, un patrimonio di biodiversità da far crescere sempre più».

«Coldiretti – ha esordito Fontana – ha la capacità di arrivare sempre al posto giusto nel momento giusto. Parliamo da tanto tempo dell’importanza della tutela dei territori, dell’agricoltura di montagna, della necessità di dare una mano all’agricoltura di montagna ma farlo qui (il riferimento è al periodo olimpico, ndr) ha un valore maggiore, fa da amplificatore di questi problemi».

Riguardo al futuro «bisogna avere la forza e la capacità – ha rilevato – di vedere come la tecnologia (tra gli esempi portati dal convegno quello dell’utilizzo dei droni in agricoltura ma anche il carro automatico di alimentazione per gli animali in funzione a “La Fiorida”) possa intervenire in maniera sostanziale nel rimodellare quello che è oggi un sacrificio che sembra insopportabile. Quindi bisogna impegnarsi tutti quanti. Quello che è certo è che se vogliamo preservare il terreno a valle dobbiamo dapprima preservare il terreno a monte».

Il lavoro

Sui giovani occorre lavorare affinché anche loro «abbiano le condizioni per una vita serena, una vita naturale. Un altro passo avanti che abbiamo fatto – ha rimarcato Fontana – è che stiamo distruggendo, stiamo eliminando quelle fake news che arrivavano dall’Europa secondo cui sembrava che a un certo punto si dovesse cambiare completamente l’impostazione della nostra vita. Grazie al cielo, con l’impegno dei coltivatori diretti, delle istituzioni e con Regione Lombardia passo dopo passo siamo riusciti ad eliminarle e ricominciamo a mangiare la bella bresaola, i pizzoccheri e a gustare del buon vino».

Tante le certezze positive emerse dal convegno: che l’Italia possa essere ancora culla di longevità per vivere di più e meglio e che, dove c’è il cibo c’è anche meno guerra.

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