Lavori mal eseguiti, impresa condannata

Il tribunale di Monza riconosce a una coppia di Casatenovo un risarcimento di 45mila euro

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Casatenovo

L’acqua che dal box doccia si infiltra nel garage, la porta del bagno che si apre al contrario. La ristrutturazione di casa che si trasforma in un incubo e finisce in tribunale, come accaduto a una coppia di Casatenovo, uomo e donna di 52 e 46 anni, che si sono rivolti a un’impresa edile della provincia di Monza, versando nel corso nel 2021 circa 140mila euro, per poi chiedere il risarcimento di circa 45mila euro (più Iva) per gravi carenze riscontrare nell’esecuzione dei lavori sull’immobile, una casa familiare sviluppata su due appartamenti al piano terra e al primo piano. Una situazione che si verifica spesso quando l’impresa fallisce. E infatti La società ingaggiata dai due casatesi, nel corso del 2022, era stata interessata da una modifica dell’assetto, dopo la messa in liquidazione giudiziale, e, secondo quanto sostenuto dai proprietari di casa, “nonostante il pagamento dell’intero corrispettivo pattuito, non ha mai completato i lavori alla commissionati, effettuando oltretutto in modo gravemente negligente le restanti opere”. La consulenza tecnica disposta dal tribunale di Monza, competente territorialmente in base a luogo della sede legale della società edile, ha “accertato la mancata realizzazione di alcune opere così come previste”. Il provvedimento infatti ha evidenziato varie criticità vizi, con riferimento a ciascuno degli appartamenti. La sentenza del giudice Maria Teresa Latella ne ha elencato alcuni: “vizi alla porta d’ingresso, al wc, alla porta finestra”. E ancora la “porta del bagno con apertura inversa, la pavimentazione con dislivelli, le infiltrazioni nei box al piano inferiore derivanti dalla doccia”. Sulle pareti esterne, è stata riscontrata la mancata realizzazione dello “sportello ispezione gas”, e il “mancato collegamento pluviali d’angolo”, oltre a varie imperfezioni di realizzazione dell’intonaco, o nella posa del pavimento del soggiorno. Il perito ha dunque accertato “l’inadempimento totale, per omissione, ovvero per cattiva esecuzione descrivendo in tal caso le ragioni dell’erroneo intervento. Motivi che hanno indotto il giudice monzese ad acccogliere in pieno le pretese economiche dei due casatesi. Federico Berni

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