Livigno, scomparsa di Melissa Acani: il caso finisce a “Chi l’ha visto?”

Il caso della 22enne di Livigno a “Chi l’ha visto?” a pochi giorni dalla segnalazione a Roma. Il cellulare della giovane torna a squillare. Le ricerche proseguono senza sosta e l’appello resta quello di segnalare tempestivamente qualsiasi informazione utile alle forze dell’ordine o all’associazione Penelope.

Livigno

L’attenzione sul caso di Melissa Acani, la 22enne di Livigno scomparsa lo scorso 3 dicembre, si è ulteriormente intensificata nelle ultime ore grazie alla ribalta nazionale offerta dalla trasmissione televisiva «Chi l’ha visto?». Mercoledì sera il programma di Rai 3 si è occupato della vicenda, rilanciando l’appello della famiglia e dell’associazione Penelope e portando il volto della giovane all’attenzione di milioni di telespettatori.

La messa in onda arriva a pochi giorni da una segnalazione ritenuta significativa: un ferroviere ha infatti riferito di aver riconosciuto una ragazza molto somigliante a Melissa all’interno della stazione Termini di Roma. La giovane sarebbe stata vista appoggiata a un muro; una circostanza che non ha consentito di osservare la sua camminata, caratterizzata da un’andatura claudicante a seguito di un grave incidente stradale avvenuto quando aveva 13 anni. Nonostante questo, la somiglianza con la fotografia diffusa da Penelope sarebbe stata, secondo il testimone, evidente.

Proprio dopo questa segnalazione è emerso un nuovo elemento che alimenta speranze e interrogativi. La madre di Melissa ha raccontato di aver provato a chiamare il telefono della figlia e, diversamente da quanto accaduto in precedenza, questa volta il cellulare avrebbe squillato. Solo in un secondo momento la chiamata sarebbe stata interrotta, come se qualcuno avesse bloccato il contatto. Un dettaglio che lascia aperti molti interrogativi: resta infatti da capire se il telefono sia ancora in possesso della giovane o se sia finito nelle mani di terzi.

Melissa è alta circa 1 metro e 75, ha capelli rossi, occhi azzurri e una cicatrice sulla testa. Al momento dell’allontanamento indossava un giubbotto nero con scritta «Napapijri» in bianco, pantaloni blu scuro, scarpe da ginnastica bianche Nike e una fascia rosa sulla testa. Deve inoltre assumere quotidianamente farmaci che, secondo quanto emerso, non avrebbe con sé.

Le ricerche proseguono senza sosta e l’appello resta quello di segnalare tempestivamente qualsiasi informazione utile alle forze dell’ordine o all’associazione Penelope, nella speranza che l’esposizione mediatica e le nuove testimonianze possano portare presto a sviluppi concreti.

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