Cronaca / Tirano e Alta valle
Mercoledì 18 Febbraio 2026
Pericolo valanghe, l’esperto: evitare il fuori pista
Fabiano Monti mette in guardia gli sciatori: situazione critica su tutto l’arco alpino. Rischio distacchi anche a distanza, evitare i pendii.
Livigno
«Continuiamo ad assistere a distacchi, a Livigno, in provincia di Sondrio e su tutto l’arco alpino, ed è una situazione che potrà migliorare solo lentamente. Non basteranno certamente due o tre giorni per tornare alla normalità, per cui occorre avere molto riguardo e molta pazienza, muoversi con massima attenzione sulla neve, evitare il fuoripista su pendii sopra i 30 gradi e tenere presente che, spesso, le valanghe partono anche a distanza. Cioè vengono provocate dal passaggio di una persona, di uno sciatore, non sul pendio stesso, ma in un tratto pianeggiante sottostante. Dove si viene investiti».
A dirlo è Fabiano Monti, nivologo di Livigno, che ogni giorno emette un bollettino neve e valanghe di stazione, molto ben fatto e del tutto leggibile. Ieri indicava in 4 forte il pericolo valanghe nella località in alta quota e sopra la linea degli alberi, e in tre marcato il pericolo sotto la linea degli alberi, mentre il grado di pericolo indicato da Arpa Lombardia nel proprio bollettino regionale è da giorni tre marcato + su Retiche, Orobie, Adamello e persino sulle Prealpi Lecchesi.
«La situazione di pericolo è analoga ovunque, generalizzata – dice Monti –, e il nostro è un livello 4 escursionistico, ma bene fa Arpa Lombardia a indicarlo in 3 marcato +, dove il segno + sta proprio a significare che siamo in una condizione a metà fra il pericolo 3 e il 4. Una situazione in cui anche la stabilità del manto nevoso è molto difficile da valutare perché muta da zona a zona ed è il portato della presenza di strati deboli persistenti di coltre bianca, che non è scesa abbondante in questi mesi, almeno non fino ad ora. Una stagione con poca neve, al momento, e temperature basse che hanno fatto sì che la poca neve si trasformasse al punto tale da non riuscire più a legare con quella nuova. Si è formato alla base dei versanti uno strato di brina di profondità sul quale non legano, appunto, i nuovi apporti nevosi, per cui al minimo passaggio, anche a distanza, crolla tutto. Da noi, distacchi ce ne sono stati parecchi e continuano ad essercene anche se non enormi come quelli che si stanno registrando in Svizzera, in Francia e in Valle d’Aosta, ma non serve che scenda una montagna per travolgere degli scialpinisti, basta molto meno».
Di cui il caldo invito a stare lontani dai pendii ovunque, a nord, a sud, a Livigno, sulle Retiche, le Orobie, le Prealpi.
«In questa fase è vivamente sconsigliato – insiste Monti –. Abbiamo avuto quattro valanghe provocate anche questa mattina a Livigno e, ripeto, ci vuole un niente per provocarle perché il distacco si verifica per propagazione, cioè basta che io cammini sotto per spostare la massa da sopra».
A questo punto, chiediamo all’esperto, non varrebbe la pena di portare direttamente a 4 il pericolo valanghe da parte di Arpa stessa, così da scoraggiare del tutto le uscite?
«Non credo sia corretto – precisa Monti –. Arpa fa bene a stare sul 3 marcato +, il problema è culturale. Gli amanti dello scialpinismo, gli appassionati della montagna devono sapere che le uscite su pendii comportano sempre un certo pericolo, sia che il grado sia 2, 3 o 4, e si devono regolare di conseguenza valutando caso per caso, situazione per situazione. Anche un’uscita con grado 2 non può essere fatta alla leggera».
Intanto, a Livigno, ci sono 70-90 centimetri di neve in paese e 1.5 in quota e a Madesimo, 80 a 1880 metri. E domani ne arriverà altra, stavolta più da sud.
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