Ponte in Valtellina, evacuate 25 persone isolate ai Forni di Val Armisa

L’elicottero dei vigili del fuoco ha completato il trasferimento dopo l’esondazione del bacino Edison. Restano da ripristinare la strada franata e l’invaso. Disagi anche a Teglio, dove è stata revocata l’evacuazione di Bondone.

Lettura 2 min.

Ponte in Valtellina

Alle 12.53 di ieri l’elicottero Drago dei vigili del fuoco proveniente da Milano Malpensa ha completato il trasbordo delle 25 persone rimaste isolate dal primo pomeriggio di giovedì in località Forni di Val Armisa, ai 1300 metri di quota di Ponte in Valtellina, proprio a ridosso del bacino artificiale di Edison straripato e giunto pericolosamente a lambire le loro baite. In quota hanno deciso di rimanere solo alcuni villeggianti comaschi, non più di tre persone, che, comunque, non saprebbero come proseguire verso casa dato che la loro automobile è rimasta bloccata, come tutte le altre, a ridosso di Foppa, essendo la strada agro-silvo-pastorale, a tratti sterrata a tratti in bitume, franata per una lunghezza di una trentina di metri. «Non sarà facile riprendere la quotidianità – dice Laura Bruga, di Ponte in Valtellina, sfollata da Foppa a Pattì, in casa di una zia, da giovedì -, perché le nostre auto sono rimaste su, quindi anche andare a lavorare non sarà semplice, però, ora siamo al sicuro. Sono venuti a prenderci con l’elicottero, un viaggio anche divertente, nel caos di questi giorni, devo dire, per cui ora rientriamo alle nostre abitazioni nella speranza di poter tornare presto a riprendere le nostre auto».

Gli sfollati hanno raggiunto le Foppe di Ponte intorno alle 12.30 di ieri, dove ad attenderli c’era l’elicottero dei vigili del fuoco, che ha portato tutti, grandi e piccini, anche una donna di 82 anni e una signora con una caviglia slogata, fino a Briotti, dove, poi, il gruppo è stato raggiunto da parenti per il viaggio di ritorno a casa in auto. «Ce la siamo vista brutta, comunque – ricorda Laura -, perché veder tracimare in quel modo il lago sotto i nostri occhi, zeppo di legname sceso dal versante del monte di Coca e che è andato ad ostruire le briglie e il punto di sforo del bacino, provocandone l’innalzamento e l’esondazione, è stata dura. Anche perché ad un certo punto le acque si sono divorate anche il ponte. Ho chiamato subito Edison e poi abbiamo abbandonato le baite e ci siamo portati al sicuro».

I vigili del fuoco hanno quindi raggiunto la località pontasca e disposto l’evacuazione delle baite, ma il loro elicottero non ha potuto salire prima di ieri mattina stante il maltempo che ha impervesato anche nella giornata di venerdì. «Purtroppo le condizioni meteo non hanno permesso di intervenire prima – dice il sindaco, Franco Biscotti -, ma la situazione è sotto controllo. Certo il problema non è di poco conto, perché andrà fatto un lavoro di pulizia dell’invaso e di ripristino della strada che ha riportato un notevole danno». Un cedimento si è verificato sulla comunale anche a Berniga, prima di Briotti, dove si transita a senso alternato. E le attenzioni di Ponte sono concentrate anche sul versante retico, dove si è verificato uno smottamento a Cevo, per salire in Val Fontana, per cui la strada è stata chiusa, e un altro smottamento si è verificato a San Rocco dove si transita a senso alternato. Restando sul versante Orobico, però, quello che ha risentito di più allo stato attuale dell’ondata di maltempo, restano i problemi anche a Teglio, dove il torrente è tracimato con violenza nella zona di Bondone, piccolo nucleo di residenza estiva situato sopra Carona. Il borgo era stato fatto evacuare giovedì sera con le 30 persone presenti scortate a valle da vigili del fuoco e protezione civile, ma ieri il sindaco, Ivan Filippini, ha revocato le restrizioni permettendo l’accesso regolare al borgo. Aperta anche la strada Ganda-Valbelviso ripulita da Edison, che ha un bacino in quota da raggiungere, mentre restano chiuse le strade Monegatti-Ganda e San Giacomo-Saleggio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA