Cronaca / Tirano e Alta valle
Martedì 01 Settembre 2026
Tirano a confronto sul progetto di piazza Basilica
Acceso confronto in sala consiliare sul futuro di uno dei luoghi simbolo di Tirano
Lettura 3 min.Tirano
Erano, forse, anni che la sala consiliare di Tirano non si riempiva così di cittadini per un incontro pubblico. Così è stato lunedì sera quando l’amministrazione comunale ha tenuto l’incontro per presentare il progetto di riqualificazione di piazza Basilica, «non semplicemente uno studio urbanistico» - ha esordito il sindaco, Stefania Stoppani -, perché in questa piazza si esprime la nostra identità di tiranesi; una piazza che sogniamo più libera, sicura, capace di rendere giustizia alla bellezza del santuario e al valore culturale e religioso, un luogo ritenuto cuore pulsante della Valtellina, cui vogliamo restituire il rispetto che merita. Il fatto che le auto possano passare sul sagrato ha dell’incredibile per chi ha visitato altri luoghi sacri in Italia e nel mondo».
La visione per Stoppani è quella di una piazza «restituita alle persone, spazio vivo, elegante, accogliente, luogo dove cultura, arte, spiritualità, socialità ed economia possano incontrarsi e beneficiarsi a vicenda. Serve il coraggio di guardare oltre l’ordinario, assumersi la responsabilità di costruire il cambiamento, affrontando i limiti previsti dalle norme. Fin dall’inizio abbiamo lavorato per individuare le opportunità che ci consentissero di realizzare un progetto di qualità senza gravare eccessivamente sul bilancio comunale». L’assessore alla Cultura, Isabella Ciapponi Landi, ha fatto cenno ad alcune delle criticità come un sagrato «anacronistico che trasforma la piazza in una rotatoria» e la «frammentazione visiva» data dai parcheggi, da superare con una rigenerazione urbana che trasformi il sagrato in un «salotto» e faccia di questo un punto di «incontro culturale con il Museo etnografico tiranese, un hub di scambio, la partenza di cammini e itinerari spirituali e tematici, attirando anche i giovani con strumenti più attrattivi che stiamo studiando con altri bandi».
Partner di questo percorso – che ha portato al contributo di 1.800.000 di Fondazione Cariplo, con presentazione del progetto esecutivo il 29 ottobre – la Diocesi, la Ferrovia retica, Anas, la Cm di Tirano, Cammikando, Destination makers. Architetto di indubbia nomea, Nunzio Dego ha parlato del suo «progetto architettonico legato alla storia del luogo, non uno studio di arredo urbano» con una piazza che riprende la città ideale rinascimentale di fondazione, una piazza «ben proporzionata con un rapporto molto forte fra la campagna circostante e il recinto» con i fabbricati e, soprattutto, una piazza con un «unico piano pavimentato». Dego ha aggiunto: «Ho cercato di instaurare anche un elemento minimo per far capire la presenza di Tirano dietro la piazza, con una specie di fontana aperta con la presenza di un campanile nel centro, in linea con le fontane già presenti in città». In definitiva per Dego una piazza «non metafisica, ma vissuta». Il progetto prevede di sviluppare i primi due lotti con il contributo di Fondazione Cariplo e lasciare fuori, per il momento, la parte di viabilità.
Le osservazioni dal pubblico
Tantissimi gli interventi di cittadini e operatori all’incontro sul futuro di piazza Basilica. L’artista (e architetto) Valerio Righini ha domandato perché si siano individuate nuove professionalità, quando da anni nel cassetto del Comune esiste un progetto a firma di professionisti locali e ha espresso «grosse riserve sull’invenzione storica di una rotatoria» con una sorta di fontana nel centro. Secondo l’architetto Nunzio Dego, però, non si tratta di «una ripetizione del passato, ma di una stilizzazione di forme».
Subito dopo hanno preso la parola i due capigruppo di minoranza: Sonia Bombardieri (“Rinnova Tirano”) ha ricordato che l’assemblea è stata richiesta dalle opposizioni e si è detta dispiaciuta di «non essere stati coinvolti, non tanto come minoranza, quanto come cittadini nei due anni di percorso»; Marco Agutoli (“Tirano per te”) ha domandato perché il confronto con alternative non sia stato avviato prima, quali scelte saranno modificabili e ha posto come aspetti di cui tenere conto il flusso viabilistico, che la piazza dovrà continuare ad avere soprattutto verso la Svizzera. Molto applaudito il discorso di don Battista Rinaldi, canonico della basilica della Madonna di Tirano: «Che interesse c’è ad essere proprietari di un santuario? Quale utilizzo si farà di questa piazza – ha domandato -? Un luogo che deve rispettare profondamente quello che c’è dentro il monumento, altrimenti è un fallimento».
L’architetto Giampaolo Rinaldi (che aveva redatto il precedente progetto di riqualificazione) ha obiettato: «Venti anni fa avevamo elaborato con i colleghi la medesima proposta di una piazza unitaria con il parere positivo della Soprintendenza; abbiamo perso vent’anni. Non fermatevi al problema dei soldi, non commettete l’errore fatto dalle precedenti amministrazioni. In questi anni sono arrivate a Tirano spese per 250 milioni di euro, tangenziale inclusa. Vogliamo mettere l’un per cento di compensazione per piazza Basilica?». Elia De Bernardin (“Tirano per te”), stigmatizzando il mancato coinvolgimento dei «madunat» (gli abitanti di Madonna), ha chiesto cosa ne pensino Anas e Ansfisa di questa riqualificazione e quale sarà il futuro della piazza (anche degli “storici” bagni pubblici), di difficile accesso per gli anziani. Pure Pietro Maletti (guida turistica), come Righini e tanti altri in sala, ha espresso perplessità sull’obelisco in mezzo alla rotatoria che ostruirebbe la visione del campanile, quello vero della piazza. E c’è anche chi auspica un po’ di verde in questo progetto. L’assessore ai Lavori pubblici, Simon Pietro Angelone, ha precisato che si sta progettando l’illuminazione stradale e di alcune piazze e, «se riusciremo, inseriremo anche un’illuminazione molto soft di piazza Basilica». Quanto al sindaco, ha risposto ribadendo, come in premessa, il desiderio di fare della piazza un luogo vivo e per tutti.
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