Tirano, senzatetto dorme a scuola: discussione in consiglio

Il sindaco Stoppani respinge le accuse di negligenza avanzate dalle minoranze. Sanificazione alla primaria Credaro, serrature rafforzate e impianto d’allarme

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Tirano

«Il fatto che persone dormano di notte in una scuola o in macchina non scatena domande nell’amministrazione? Cosa si sta facendo per queste situazioni?». Lo ha chiesto in consiglio comunale, per ben due volte, il consigliere della minoranza “Tirano per te”, Elia De Bernardin, all’amministrazione comunale, scoperchiando il tema tanto delicato quanto complesso delle politiche sociali cittadine.

Il caso della scuola

È accaduto, infatti, che qualcuno sia riuscito ad entrare nella scuola primaria Credaro e abbia dormito in un locale, probabilmente uno sgabuzzino, lasciando indizi della sua presenza. Dall’Istituto comprensivo è partita subito la segnalazione ai Carabinieri e al Comune.

«Insieme alla consigliera Sara Muzio abbiamo avuto un incontro con il prefetto e le forze dell’ordine, ma abbiamo messo in atto tutte le misure affinché ciò non accada più - ha affermato l’assessore all’Istruzione, Isabella Ciapponi Landi -. È stata fatta la sanificazione, sono state aggiustate le serrature e rafforzate affinché non entrino più intrusi. Unico aspetto che ci è stato richiesto è l’impianto di allarme. Il prefetto si è detto soddisfatto del nostro operato».

Ma sul tasto sociale ha insistito anche la capogruppo di “Rinnova Tirano”, Sonia Bombardieri, nell’approvazione del Dups (passato poi con l’astensione delle minoranze). Il che ha provocato la risposta decisa del sindaco, Stefania Stoppani: «Questa amministrazione non è una Caritas, una parrocchia o un ente di beneficenza - ha risposto -. Ha un proprio statuto e competenze. Stiamo curando nel dettaglio la politica sociale. Lavoro personalmente a tempo pieno, da mattina a sera, in municipio, così come la giunta e i consiglieri. Qualsiasi situazione viene trattata e risolta. Rispondiamo a tutti, sosteniamo le famiglie in difficoltà e non lasciamo indietro nessuno. Abbiamo obblighi e doveri che stiamo ottemperando, cercando di tenere coesa la comunità».

Case introvabili

«Se non è una parrocchia, il Comune, però, non è neppure una Pro loco o consorzio turistico visto che organizza eventi come se lo fosse», la replica di Bombardieri che, insieme a De Bernardin, ha riportato l’attenzione anche sulla difficoltà di trovare un appartamento a lungo periodo a Tirano.

«Da due anni parliamo di questo tema - ha aggiunto -. L’amministrazione è più propensa al settore turistico, ma sottovalutare questa situazione o trattarla con sufficienza è pericoloso». Stoppani ha risposto: «Il mercato e le scelte dei proprietari di case hanno preso una direzione diversa. Nel 2014 avevamo 200 posti letto, oggi siamo a 2mila fra b&b e case vacanze. Aler non costruisce da anni, il Comune non possiede case sociali e il privato, della propria abitazione, fa quello che ritiene meglio».

Citando, però, possibili margini di intervento, Stoppani ha parlato del piano triennale delle politiche abitative portato avanti dalla Comunità montana, delle prime indicazioni dell’Unione Europea, che dovrebbero dare agli enti locali maggiori strumenti per incidere nelle politiche abitative, e della revisione del Pgt, fermo dal 2011.

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