Cronaca / Tirano e Alta valle
Mercoledì 25 Marzo 2026
Valanga, parla uno dei sopravvissuti: «Quell’avventura in Alaska era il nostro sogno»
Il gruppo di valtellinesi era in British Columbia, non lontano dal confine con l’Alaska. Uno di loro, Christopher Rainoldi, è morto dopo essere stato travolto da una valanga
Grosotto
«Era il nostro sogno: vivere un’esperienza, anzi, vorrei dire un’avventura dall’altra parte del mondo. Con questo desiderio siamo partiti». Christian Lucchini, 27 anni di Grosotto, è uno dei cinque ragazzi valtellinesi partiti il 13 marzo dalla Valtellina per trascorrere quindici giorni (sarebbero dovuti rientrare il 3 aprile) sulle nevi dell’Alaska. Domenica scorsa (ora locale) una valanga è partita dalla spalla di una montagna in British Columbia (Canada) a circa un’ora di auto a nord di Haines (Alaska), vicino al confine fra Canada e Alaska. Sono state travolte quattro persone, di cui due sepolte e una parzialmente sepolta.
«Purtroppo il nostro amico Christofer Rainoldi, a differenza nostra, non è riuscito ad attivare l’airbag dello zaino. È stato immediatamente allertato l’elisoccorso canadese, ma non c’è stato nulla da fare per lui», precisa Christian più che altro per fare chiarezza sulle informazioni che sono arrivate in Italia e che non corrispondono esattamente ai luoghi dove la tragedia si è consumata. Sui terribili momenti di quella giornata, invece, il giovane (che, nella vita, lavora come tecnico di automazione industriale e lavora alla Bieffe Medital a Mondadizza) non se la sente di riportare. Lui e gli altri quattro amici stanno tutti bene fisicamente, ma chiaramente sono scioccati per quanto accaduto e per aver perso il loro compagno di viaggio e amico.
«Siamo cinque ragazzi appassionati di montagna da anni, specialmente di sci e scialpinismo – racconta Lucchini -. Avevamo pensato di trascorrere qui tre settimane, un periodo relativamente lungo perché non ci troviamo sulle Alpi, ma in Alaska. Il meteo è diverso dal meteo alpino, le distanze in America sono molto più grandi di quelle in Europa. Abbiamo noleggiato un camper per essere flessibili in base al meteo e alle condizioni della neve, ed essere, diciamo così, più smart. Inizialmente pensavamo di stare nella zona di Thompson Pass e della cittadina di Valdez, ma, visto che quest’anno la neve era scarsa in quell’area, abbiamo deciso di cambiare per trovare il “vero” inverno alascano con grandi quantità di neve e montagne completamente innevate. Siamo andati, dunque, nella vallata di Haines a una quindicina di ore di macchina da Valdez, dove abbiamo trovato la zona giusta, quella che noi sognavamo dall’Italia».
Prima di domenica, il gruppo è riuscito a fare alcune escursioni e, dopo essersi confrontato con esperti locali, aveva pensato di farsi portare, con voli charter, direttamente sul ghiacciaio per allestire un campo base e fare un’esperienza di qualche giorno, nelle finestre di bel tempo. Purtroppo non è andata così. E la valanga di domenica 22 marzo ha portato via per sempre uno di loro, che ora si stanno preparando per la partenza per l’Italia, profondamente scossi. «Stiamo facendo quello che dobbiamo fare prima del ritorno e contiamo di rientrare appena possibile», conclude Christian.
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