Cronaca / Sondrio e cintura
Giovedì 22 Gennaio 2026
Olimpiadi, la scuola non può pagare: Cgil contro la didattica a distanza
Il sindacato contesta la scelta di ricorrere alla Dad per alcuni studenti delle superiori durante i giochi invernali. «Decisione che comprime il diritto allo studio e crea incertezze per il personale».
Sondrio
«Ancora una volta, a pagare il prezzo più alto di decisioni che non mettono al centro il benessere e il futuro dei giovani sono gli adolescenti». Netta e senza sconti la presa di posizione della Flc Cgil di Sondrio contro la scelta di ricorrere alla didattica digitale integrata (Ddi) per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado della provincia in occasione delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.
Una direttiva, quella dell’Ufficio scolastico regionale della Lombardia, che il sindacato boccia senza mezzi termini, lamentando un confronto tra le parti: «Riteniamo inaccettabile che un evento di portata internazionale venga realizzato comprimendo diritti fondamentali, a partire dal diritto allo studio», sottolinea l’organizzazione sindacale in una nota.
«Ancora una volta, di fronte a un grande evento, la scuola viene trattata come un problema organizzativo da gestire, piuttosto che come un diritto costituzionale da tutelare». Scelta che, secondo la Flc Cgil, «incide direttamente sull’articolo 34 della Costituzione» e colpisce in modo particolare gli adolescenti.
«La scuola in presenza - ribadisce il sindacato - non è un dettaglio logistico: è uno spazio essenziale di crescita, relazione e inclusione». La Ddi, pur formalmente presentata come un’opzione, «viene di fatto suggerita agli studenti che nei giorni delle gare dovrebbero spostarsi con i mezzi pubblici». Come indicato dalla compagnia di trasporto competente, infatti, tutti i servizi non previsti nell’“orario Olimpiadi” saranno sospesi, «rendendo difficoltoso il raggiungimento degli istituti».
Preoccupazione anche per il personale scolastico. A poche settimane dall’evento, denunciano i sindacalisti, «lavoratori e lavoratrici della conoscenza si trovano immersi nell’incertezza: non è chiaro chi lavorerà in presenza, chi a distanza, come sarà organizzata la didattica mista e quali strumenti verranno messi a disposizione».
Una confusione che rischia di tradursi «in un aumento dei carichi di lavoro e in un ulteriore peggioramento delle condizioni professionali di un settore già provato da anni di emergenze e riforme calate dall’alto». Non meno rilevanti le ricadute sulle famiglie: molti genitori, che si troveranno a gestire i figli a casa senza un supporto e senza reali possibilità di conciliare tempi di vita e di lavoro: «Ancora una volta - conclude la Flc Cgil - il costo sociale delle scelte legate all’organizzazione delle Olimpiadi viene scaricato sulle persone, in assenza di un confronto vero e trasparente con sindacati, comunità scolastiche e famiglie. La scuola pubblica, gli studenti e chi nella scuola lavora non possono essere i sacrificati di turno».
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