Cronaca / Sondrio e cintura
Giovedì 04 Settembre 2025
Sondrio, il Tribunale sospende l’ordinanza di riduzione dei cani a Enpa
La struttura zoofila potrà continuare ad operare senza tagli immediati. Decisiva la mobilitazione della comunità con una petizione online
Lettura 1 min.Montagna di Valtellina
Una prima svolta nella vicenda che da settimane tiene banco nel dibattito pubblico sondriese e non solo. L’ordinanza del Tribunale, che imponeva alla Struttura zoofila di Busteggia gestita da Enpa di ridurre da 16 a 5 il numero di cani ospitati, è stata sospesa in via cautelare.
Il provvedimento, datato 20 agosto, è stato emesso dal Presidente del Tribunale di Sondrio facente funzione Fabio Giorgi, accogliendo il reclamo dei legali dell’Ente Nazionale Protezione Animali, che stanno seguendo la sezione provinciale di Enpa e che ieri hanno diffuso una nota stampa. «L’udienza di merito resta fissata per l’11 settembre, ma nel frattempo la struttura potrà continuare a operare senza tagli immediati, evitando conseguenze potenzialmente critiche per gli animali già accolti» si legge nella nota.
La controversia era scoppiata a seguito di una denuncia presentata da una residente che lamentava disturbi acustici legati all’abbaiare dei cani. A inizio agosto, il giudice aveva accolto queste segnalazioni e disposto un limite massimo di cinque cani presenti nella struttura, con una penale giornaliera in caso di inottemperanza, oltre all’obbligo di realizzare barriere fonoassorbenti.
«La sospensione dell’ordinanza è un respiro per tutti: per i cani presenti e per quelli in attesa di essere accolti» è il commento di Sara Plozza, presidente della sezione sondriese di Enpa. «Non ci siamo mai sottratti al confronto e intendiamo continuare a collaborare con le istituzioni, ma chiediamo che venga riconosciuto il valore sociale del nostro lavoro» prosegue Plozza. La costruzione di barriere fonoassorbenti è una soluzione possibile, ma, lo aveva già detto ad agosto la presidente di Enpa, «richiede tempo, autorizzazioni e risorse. Vogliamo lavorare in quella direzione, senza penalizzazioni che mettono a rischio il benessere animale».
Intanto, il caso ha mobilitato la comunità: la petizione online lanciata lo scorso 18 agosto da Enpa - è attiva sulla pagina https://www.change.org e ha come titolo “Difendiamo il rifugio Enpa Sondrio” - ha raggiunto 14.500 firme (dato aggiornato a ieri), raccogliendo il sostegno di cittadini, volontari, scuole e associazioni. «A chi ha firmato, condiviso, scritto, vogliamo dire grazie: ci avete dato forza nei giorni più difficili - prosegue Plozza -. Ogni gesto sarà investito in soluzioni reali, perché per noi la convivenza con il territorio è un obiettivo, non un problema».
Ma al di là degli aspetti giudiziari, la vicenda ha aperto una riflessione più ampia sul ruolo dei rifugi animali: «Il nostro canile non è solo un luogo di accoglienza per animali abbandonati -, sottolinea ancora Plozza -. È anche un presidio sociale, che apre le porte a scuole, cooperative, percorsi di educazione civica e inclusione. Difenderlo non significa solo aiutare gli animali: significa difendere un pezzo importante del tessuto civile del nostro territorio».
Una sospensione, dunque, che non chiude il capitolo, ma che apre un percorso di dialogo e responsabilità.
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