Sbagliano a mettergli la protesi all’anca: 65mila euro di risarcimento

Cinica lecchese condannata a pagare un 74enne residente a Bellagio per l’operazione eseguita male

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Lecco

Circa 65mila euro di risarcimento per un intervento sbagliato di applicazione di una protesi all’anca. E’ quanto riconosciuto dal tribunale civile di Lecco a un cittadino di Bellagio oggi 74enne che, il 30 settembre 2020, si era sottoposto a un’operazione presso una clinica privata lecchese, dagli esiti negativi. La decisione del giudice Mirco Lombardi riguarda sia l’istituto che il chirurgo ortopedico responsabile. L’uomo una volta terminato il lavoro del medico, ha sin dai primi momenti provato dolore all’anca. Ai primi di ottobre 2020, accertata una “disarticolazione della protesi e la conseguente necessità di sostituire la stessa”, è stato nuovamente operato. A seguito dell’insorgenza di cardiopalma, successivamente, è stato trasportato al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Lecco, ed è stato dimesso il giorno seguente, per fare ritorno alla clinica, dove ha cominciato la terapia riabilitativa, che successivamente è proseguita presso un centro specialistico di Carate Brianza. L’uomo ha dichiarato che, negli anni successivi all’intervento, la propria condizione fisica è peggiorata rispetto al passato, accusando “un persistente dolore all’anca sinistra e incontrando marcate difficoltà a deambulare”, come riportano le motivazioni del provvedimento. In particolare, ha sostenuto di riuscire a camminare solo per brevi tratti con supporto di un bastone e in ogni caso di necessitare della supervisione di altre persone, anche a causa della zoppia nel passo. Il tribunale, per la decisione finale, si è affidato a una consulenza tecnica d’ufficio, che ha confermato “l’erronea esecuzione dell’intervento, testimoniata dall’immediata lussazione della protesi”, al punto da rendersi necessario la “sostituzione della stessa con un altro esemplare avente caratteristiche diverse” (un diverso diametro della “testa” e uno “stelo” più lungo). In base alle tabelle nazionali, il danno biologico permanente è stato valutato in oltre 50mila euro, ma la quantificazione complessiva, comprese le rivalutazioni degli interessi e il danno patrimoniale è stato stimato alla fine in quasi 65mila. Federico Berni

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