Tangenziale Sud di Sondrio, il Comitato non arretra: «Il via libera non chiude il dibattito»

Dopo l’approvazione del progetto definitivo, il Comitato “No tangenziale Sud” ribadisce la propria contrarietà. «Un decreto conclude una procedura, non certifica l’utilità dell’opera», affermano i promotori che rilanciano l’alternativa del Lotto 7

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Montagna

«Un decreto chiude una procedura, non chiude una discussione. Ma soprattutto un’approvazione amministrativa non è una certificazione di utilità». Con queste parole il Comitato informale “No tangenziale Sud di Sondrio” torna a farsi sentire, dopo che lo scorso 23 luglio il Commissario straordinario ha adottato la determinazione motivata di conclusione positiva della Conferenza dei servizi, dando di fatto il via libera al progetto definitivo dell’opera.

Il Comitato, che riunisce cittadini, realtà commerciali e del terzo settore, oltre a imprenditori della zona e non solo, si oppone da sempre alla realizzazione del cavalcavia del Trippi e delle rotatorie a raso previste dal progetto firmato Simico. E la chiusura dell’iter amministrativo non cambia la sostanza della posizione: «Nulla è cambiato nelle motivazioni della nostra contrarietà - si legge nella nota diffusa oggi -. Il nostro dissenso rimane, a maggior ragione, con l’iter amministrativo che avanza, ma con il progetto che deve ancora adeguarsi alle prescrizioni e con la progettazione esecutiva ancora oggetto di attività tecniche. Per questo continuiamo a chiedere trasparenza e confronto».

Ora che la Conferenza dei servizi si è conclusa positivamente, il Comitato riconosce che sono state recepite prescrizioni e raccomandazioni lungo l’iter amministrativo, ma resta convinto che «le mitigazioni introdotte possano soltanto attenuare l’impatto paesaggistico dell’opera, senza intaccarne l’inopportunità di fondo».

Il Comitato ricostruisce anche l’origine del progetto, nato all’interno delle opere connesse ai Giochi olimpici e paralimpici di Milano-Cortina 2026. Un contesto, quello olimpico, che secondo il Comitato «ha spesso giustificato la realizzazione di opere ridondanti, accompagnate da pareri negativi delle Soprintendenze e dalle proteste delle associazioni ambientaliste». Ora che i Giochi sono conclusi, sostiene il Comitato, «l’urgenza che ha portato alla commissarizzazione dell’opera non può più rappresentare un alibi, né tantomeno chiudere il dibattito pubblico».

Sul piano del merito tecnico, il Comitato ribadisce di «non aver mai negato la necessità di intervenire sulla viabilità, ma di contestare la soluzione individuata. Concorda sulla necessità di superare il passaggio a livello del Trippi, ma ritiene che «il cavalcavia non sia la soluzione capace di migliorare davvero la viabilità della zona». L’alternativa più volte richiamata dal Comitato ai decisori politici è «il Lotto 7 della tangenziale di Sondrio, già previsto negli strumenti urbanistici comunali e provinciali, e ritenuto l’unica soluzione in grado di realizzare una vera tangenziale, anziché un semplice manufatto per superare il passaggio a livello ferroviario». Solo le esigenze della tempistica olimpica, oggi ampiamente superate, avrebbero portato a privilegiare una soluzione che, secondo il Comitato, non risolverà il problema della viabilità ma creerà «un nuovo imbuto».

Sul piano economico, la documentazione pubblicata da Simico «quantifica il valore dell’opera in 43,5 milioni di euro, confermando al tempo stesso le complessità tecniche e paesaggistiche emerse nel corso dell’iter». Cifre che, secondo il Comitato, giustificano interrogativi non ideologici ma di «buon governo: quale sarà il reale beneficio per la mobilità complessiva della Valle? Quali alternative sono state effettivamente prese in considerazione? Che rapporto ci sarà tra costi, consumo di suolo, trasformazione del paesaggio e benefici attesi?» i quesiti posti sul tavolo.

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