«Tremila litri spillati», il week-end di BeerBen conquista la Valtellina

Successco tutt’altro che scontato per l’evento: «In questo periodo il settore della birra è in forte calo». Apprezzata la parte gastronomica, tra PizzAut e sciatt

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Berbenno

Il clima ha aiutato, il pubblico ha risposto e BeerBen ha confermato i numeri delle ultime edizioni. Un risultato tutt’altro che scontato.

È Simone Bracchi, presidente di Beertellina, a tracciare il bilancio della due-giorni dedicata alla birra artigianale, chiusa a Berbenno con la consueta elevata affluenza.

Il commento

«Il bilancio è sicuramente positivo – spiega Bracchi –. Abbiamo avuto un clima perfetto e il numero dei gettoni venduti è rimasto sostanzialmente quello delle edizioni precedenti».

In un periodo in cui «il settore della birra e dell’alcol è in forte calo e anche chi organizza eventi in Lombardia sta registrando difficoltà, BeerBen invece conferma i suoi numeri».

Dietro il festival c’è una macchina ormai consolidata e un pubblico di affezionati che continua

a tornare. «Abbiamo un gruppo di persone molto ampio che ci segue da anni», sottolinea Bracchi.

«Lo dimostra - prosegue il presidente nella sua analisi dell’evento - anche il fatto che sono diminuiti i bicchieri venduti, ma non i consumi: molte persone arrivano già con il bicchiere delle edizioni precedenti. Quest’anno abbiamo visto in giro anche delle tracolline gialle del 2016. È un aspetto che ci fa piacere e che va nella direzione della sostenibilità».

La dimensione

I numeri raccontano la dimensione della manifestazione. Sono stati circa 1.500 i bicchieri venduti, mentre nei tre stand di Beertellina sono stati spillati circa 1.700 litri di birra, quasi la metà del totale consumato.

Complessivamente si è arrivati a circa tremila litri: «Un vero e proprio fiume di birra» sintetizza Bracchi. E tutta quella aperta è stata consumata: «Su 234 fusti aperti, alla fine ne è avanzato soltanto mezzo».

Non solo birra. Anche la parte gastronomica ha registrato numeri importanti: per gli sciatt sono state utilizzate 11 forme di formaggio, mentre le pizze sfornate da PizzaAut sono state circa 400. Per gli organizzatori, però, il dato più significativo riguarda il percorso culturale di Beertellina.

«Finalmente l’associazione sta facendo quello che deve fare – dice il presidente Bracchi –: attirare birrifici da tutta Italia, valorizzando al contempo le birre valtellinesi che possono stare tranquillamente nella tap list delle migliori».

La formazione

Un lavoro che passa anche dalla formazione. Dietro i banchi a spillare c’era chi ha seguito i corsi organizzati dall’associazione. «Un fatto apprezzato anche da Unionbirrai – dice Bracchi -. La continuità formativa è fondamentale. Il nostro obiettivo è avere persone che negli anni possano entrare anche in altri eventi per raccontare la birra. Creare un gruppo è una delle soddisfazioni più grandi».

Un gruppo che cresce e che può diventare una delle chiavi per il futuro dell’associazione, insieme all’attenzione alla sostenibilità.

«Sulla birra ci stiamo riuscendo – sottolinea Bracchi -. Ora stiamo ragionando su come ridurre gli sprechi anche sul fronte del cibo e dell’usa e getta. Magari sarà uno degli obiettivi del decennale». Il traguardo del 2027 potrebbe così diventare l’occasione per un ulteriore salto di qualità.

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