Airoldi Metalli: 190 anni di storia industriale e tanti progetti per il futuro
«Con le nuove tecnologie dobbiamo continuare a investire per aprirci nuovi mercati e aumentare dipendenti e fatturato»
Lettura 2 min.Lecco
Centonovant’anni di storia industriale, attraversando generazioni, trasformazioni dei mercati e cambiamenti tecnologici, senza perdere il legame con il territorio lecchese. Airoldi Metalli ha celebrato ieri nell’Aula Magna del Polo territoriale di Lecco del Politecnico di Milano l’importante anniversario dalla fondazione, avvenuta nel 1836 per iniziativa di Giuseppe Airoldi. Al tavolo la famiglia che oggi guida e rappresenta questa lunga storia imprenditoriale, con Tommaso Airoldi e i figli Enrico e Paolo, insieme a Francesco D’Alessio, autore del volume realizzato per l’anniversario, “Airoldi Metalli 190 anni – Famiglia, Esperienza, Lavoro”.
Una pubblicazione che ricostruisce un percorso iniziato come fonderia e fucinatura di rame e arrivato all’attuale specializzazione nella distribuzione e lavorazione dei metalli non ferrosi, con un ruolo centrale dell’alluminio e delle sue leghe. Una trasformazione che continua.
«Noi siamo una famiglia che è nella metallurgia da più di 190 anni. In questo momento siamo nel mondo dell’alluminio – ha spiegato Paolo Airoldi – Capiamo benissimo che l’intelligenza artificiale può essere un grande supporto, ma le materie prime, per quanto riguarda l’Europa, sono fondamentali e l’alluminio lo è ancora di più». La prospettiva indicata è quella di un’ulteriore apertura internazionale: «Abbiamo la convinzione di dover allargarci dall’Italia, uscire dai confini, aprire in altre zone geografiche. L’intelligenza artificiale ci può aiutare ad accorciare le distanze e a non spaventarci con le lingue». Una crescita che, nelle intenzioni della famiglia, dovrà coinvolgere anche l’occupazione. «L’intelligenza artificiale sarà sicuramente un aiuto, ma non deve essere un aiuto per dire: se oggi siamo 130 persone, domani dobbiamo essere 70 – ha sottolineato Paolo – Dobbiamo diventarne 200 e muovere il volume d’affari da 70 milioni a 200 milioni, a 300 milioni». La capacità di continuare a investire resta uno dei punti centrali. «Credo che un’azienda che smette di investire inizi lentamente a smettere di esistere – ha osservato Enrico Airoldi – In 190 anni il ruolo del metallo è cambiato molte volte: sono cambiati i mercati, le tecnologie, i prodotti e persino il modo di lavorare». Oggi, ha aggiunto, investire non significa soltanto acquistare impianti o ampliare i magazzini, ma puntare «nelle persone, nelle competenze, nella digitalizzazione e nell’innovazione del processo».
La riorganizzazione, dunque, non viene considerata un fatto straordinario, ma «un processo continuo». Enrico Airoldi ha ricordato anche il passaggio decisivo vissuto dall’impresa dalla fine degli anni Ottanta. «Quando sono entrato in azienda nel 1988 ho trovato una realtà con una storia straordinaria alle spalle, ma soprattutto con grandi potenzialità davanti a sé». Allora il mercato era prevalentemente locale e l’attività si concentrava su diversi metalli. La svolta arrivò con la scelta di puntare sulle potenzialità dell’alluminio e con successivi investimenti in spazi, tecnologie e lavorazioni. «Se dovessi indicare il vero fattore di successo di questi 190 anni – ha spiegato – direi che è stata la capacità di ogni generazione di raccogliere l’eredità di quella precedente e aggiungere un tassello nuovo, senza mai perdere i valori originali».
Proprio il rapporto tra generazioni è stato affidato alle parole di Tommaso Airoldi. Ai più giovani il consiglio è di «non buttare via l’esperienza dei vecchi, ma usare l’esperienza dei vecchi rapportata a quella attuale e al futuro», mantenendo la capacità di leggere l’evoluzione del mercato. Centrale anche il rapporto con le persone: “Il dipendente non è da considerare dipendente ma collaboratore”. Alla celebrazione sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni e del mondo economico territoriale. Marco Campanari, presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, ha consegnato a Tommaso Airoldi una targa celebrativa. Presenti anche il prorettore del Polo territoriale di Lecco del Politecnico Marco Tarabini, Fabio Dadati di Confcommercio e Camera di Commercio, il sottosegretario regionale Mauro Piazza, il sindaco di Lecco Filippo Boscagli, il vicepresidente della Provincia Mattia Micheli e il prefetto Paolo Ponta.
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