Bps entra nel gruppo Bper: «Continuità e fiducia sono le garanzie per il futuro»

In vista dello switch del 20 aprile il direttore della rete Luigi Zanti rassicura: «Passaggio indolore. In campo una task force a fianco di clienti e aziende»

Il 20 aprile è una data che molti correntisti tra Valtellina, Lecco e dintorni hanno ormai cerchiato sul calendario. È il giorno in cui diventa operativa l’incorporazione di Banca Popolare di Sondrio in BPER. Un passaggio importante, che – almeno nelle intenzioni – non dovrebbe complicare la vita quotidiana di chi usa la banca tutti i giorni. Ne abbiamo parlato con Luigi Zanti, responsabile della Direzione Rete di Banca Popolare di Sondrio, per capire cosa succederà.

Zanti, partiamo dalla base: cosa succede il 20 aprile?

«Si completa un percorso iniziato mesi fa. Il 20 aprile, infatti, si perfezionerà l’operazione di fusione per incorporazione di Banca Popolare di Sondrio in BPER. In concreto significa che tutti i rapporti – conti, mutui, investimenti, contratti, impegni, etc. – passano alla nuova banca, senza interruzioni».

Detta così sembra tutto molto lineare. Per i clienti cambia qualcosa?

«Nella pratica, poco. L’obiettivo è di andare in continuità: i clienti continueranno a usare gli stessi servizi, alle stesse condizioni».

Andiamo sul concreto: conti, carte, pagamenti. Funzionerà tutto normalmente?

«Sì. Cambierà l’IBAN, ma senza effetti sulla quotidianità perché un sistema collegherà automaticamente il vecchio al nuovo. Quindi addebiti (a esempio, utenze collegate) e accrediti (stipendi, pensioni, etc.) continueranno a funzionare. Così come le carte bancomat e di credito fino alla loro naturale scadenza».

C’è qualche momento in cui potrebbero esserci problemi?

«Più che problemi, qualche pausa tecnica. Per esempio, nella notte tra venerdì e sabato sono state disposte alcune ore di sospensione del funzionamento delle carte bancomat e prepagate per permettere il passaggio dei dati. Sono interventi previsti e già comunicati a tutta la clientela».

E per chi usa l’app della banca?

«Ci sarà una nuova applicazione, i clienti hanno già ricevuto le istruzioni per il passaggio. L’obiettivo è rendere tutto il più semplice possibile e accompagnare ogni cliente nella transizione, anche attraverso un servizio dedicato (differente per private e imprese) per avere supporto in ogni momento».

Uno dei timori più diffusi riguarda stipendi e pensioni. Rischiano di bloccarsi?

«Gli accrediti continueranno ad arrivare anche sul vecchio IBAN e verranno automaticamente trasferiti su quello nuovo. Sarà comunque importante comunicare i nuovi dati alle controparti, ma il servizio è assicurato».

Sul fronte risparmi, mutui, investimenti cambia qualcosa?

«No. Tutti i contratti restano in essere. Le condizioni non cambiano e tutto viene trasferito in automatico alla nuova banca».

Il rapporto con le filiali resta lo stesso?

«Sì, ed è un punto a cui teniamo molto, in quanto lo consideriamo un valore aggiunto di Banca Popolare di Sondrio. Nella maggior parte dei casi i clienti troveranno le stesse persone di sempre. Inoltre, abbiamo rafforzato le filiali con un’importante task force di colleghi BPER per gestire al meglio questa fase e fornire il supporto necessario a colleghi e clienti».

E sul territorio, soprattutto in provincia di Sondrio?

«Il presidio viene mantenuto e rafforzato. È stata infatti istituita una direzione regionale proprio a Sondrio, un presidio strategico per il territorio della Valtellina, di Como, Lecco, Monza e Brianza, guidata da un collega di provenienza Banca Popolare di Sondrio».

Se qualcosa non funziona, a chi ci si rivolge?

«Forniremo supporto attraverso i canali che i clienti sono soliti utilizzare - la filiale di riferimento, il sito, etc. - e tramite i colleghi che presidieranno i numeri dedicati per l’assistenza a distanza. Abbiamo messo in campo più strumenti proprio per accompagnare e assistere al meglio i clienti in questi giorni».

Fin qui la continuità. Ma c’è anche qualche vantaggio?

«Sì. Si parte da un rapporto di fiducia già costruito e si aggiungono più servizi, più prodotti e una struttura più ampia, sia per le famiglie sia per le imprese».

In sintesi, che momento è questo?

«È un passaggio importante, ma gestito per essere il più semplice possibile. L’obiettivo è non far sentire il cambiamento nella vita quotidiana, mantenendo quello che già funziona e offrendo alla clientela una gamma sempre più ampia e completa di servizi, prodotti e consulenza evoluta per sostenere famiglie e imprese, mantenendo al centro il rapporto diretto con il cliente».

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