Cer Valtellina: primo bilancio in attivo e nuovi progetti europei

Successo per la Cer Valtellina: primo bilancio positivo e finanziamento europeo di 45mila euro per studiare mini-idroelettrico e fonti notturne. Cresce il modello di autoconsumo diffuso.

Sondrio

Primo bilancio in attivo e nuovi progetti europei. Si chiude con un segnale positivo il primo anno di attività della Comunità Energetica Rinnovabile (Cer) Valtellina di Sondrio, associazione riconosciuta nata dalla collaborazione tra la Comunità Montana di Sondrio e 27 amministrazioni locali con lo scopo di promuovere la condivisione di energia rinnovabile per generare benefici economici, ambientali e sociali a favore della collettività valtellinese.

Il dato è emerso chiaramente nell’assemblea ordinaria dello scorso 21 aprile all’auditorium Torelli, dove è stato approvato il bilancio 2025 con un avanzo netto di 760 euro, dato simbolico ma significativo per una realtà appena avviata e pare proiettata verso una crescita strutturata. In totale 47 i partecipanti, di cui 31 soci rappresentati, in un meeting che ha confermato l’interesse crescente del territorio verso il modello di autoconsumo diffuso. Nei saluti iniziali, il presidente Roberto Fara, insieme a Tiziano Maffezzini, numero uno della Cm e all’assessore comunale Simone Del Marco, ha sottolineato «il ruolo strategico della Cer per rafforzare autonomia energetica e sostenibilità locale» come si spiega in una nota a cura dell’ente comprensoriale. Analizzando i numeri si delinea una realtà in espansione: fondata il 9 dicembre 2024, la Cer conta oggi 492 soci tra cittadini, imprese ed enti pubblici, «con una rete potenziale di circa 370 impianti fotovoltaici e una potenza complessiva di 13,41 megawatt». Sono inoltre già operative le configurazioni legate alle cabine primarie di Castione e Teglio, mentre altre aree sono in attesa di approvazione da parte del Gestore dei Servizi Energetici (Gse). Proprio i tempi autorizzativi, rallentati dall’elevato numero di richieste a livello nazionale, «posticipano gli effetti economici più rilevanti al 2027, quando entreranno a regime gli incentivi ventennali», è stato evidenziato. Sul fronte strategico, invece, spicca il riconoscimento europeo ottenuto sul bando Enercom-Facility con il progetto Re-Alps, selezionato nell’ambito della European Energy Communities Facility. «Un risultato di rilievo - è stato evidenziato in assemblea -, considerando le 690 candidature presentate da 31 Paesi e le sole 70 finanziate. L’Italia, seconda per numero di proposte, ha visto premiate appena quattro iniziative, tra cui quella valtellinese». Il contributo ottenuto a fondo perduto di 45 mila euro «permetterà di avviare studi su nuove soluzioni energetiche, tra cui il mini-idroelettrico su acquedotti e fonti rinnovabili notturne, oltre alla definizione di un piano industriale per l’espansione della comunità». Nel dibattito finale, spazio alle questioni operative: dalla ripartizione degli incentivi Gse alle tempistiche dei fondi Pnrr, fino alle modalità per diventare “prosumer”, cioè produttori e consumatori di energia. Temi che confermano come la Cer sia ormai entrata in una fase concreta, in cui la partecipazione attiva dei soci diventa decisiva per il futuro del progetto.

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