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Mercoledì 17 Giugno 2026
Lavoro, in Valtellina previste oltre 7mila assunzioni per l’estate
Le imprese della provincia di Sondrio programmano 7.050 assunzioni tra giugno e agosto, in aumento rispetto allo scorso anno e in controtendenza rispetto al calo registrato a livello nazionale. Turismo e servizi trainano l’occupazione, ma resta la difficoltà nel reperire personale qualificato
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Il mercato del lavoro valtellinese continua a mostrare segnali positivi e si muove in controtendenza rispetto al quadro nazionale. A dirlo i dati del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, secondo cui le imprese della provincia di Sondrio prevedono 3.070 assunzioni nel mese di giugno e 7.050 nel trimestre giugno-agosto, con un incremento rispettivamente di 230 e 510 unità rispetto allo stesso periodo del 2025.
Un risultato che conferma la vitalità del tessuto economico locale, sostenuto soprattutto dal turismo e dalle attività dei servizi, pilastri dell’economia provinciale. Proprio il comparto terziario concentra infatti il 76% delle entrate programmate, mentre resta determinante il contributo delle piccole imprese: il 76% delle opportunità lavorative proviene da aziende con meno di 50 dipendenti.
In tutto ciò si conferma però una forte prevalenza dei contratti a termine, fenomeno legato all’andamento turistico. Soltanto il 12% delle assunzioni previste riguarda forme contrattuali stabili, come tempo indeterminato e apprendistato, mentre l’88% è rappresentato da contratti a termine o altre forme di lavoro non stabile.
Ancora una volta emerge il problema del reperimento del personale. Le imprese dichiarano difficoltà a trovare i profili richiesti nel 36% dei casi, segnale di un disallineamento tra domanda e offerta di lavoro che interessa ormai gran parte del sistema produttivo italiano. La ricerca di personale qualificato resta particolarmente complessa in numerosi settori e conferma l’esigenza di rafforzare percorsi formativi e orientamento professionale.
Le opportunità per i giovani continuano comunque a essere rilevanti: il 31% delle assunzioni programmate è rivolto a candidati con meno di 30 anni. Parallelamente, il 24% delle entrate previste potrà interessare lavoratori immigrati, una componente sempre più importante per sostenere il fabbisogno occupazionale delle imprese.
Dal punto di vista delle competenze, oltre la metà delle assunzioni richiede esperienza specifica nel settore o nella professione, mentre resta contenuta la quota destinata a figure altamente specializzate: laureati e profili tecnico-dirigenziali rappresentano una percentuale inferiore alla media nazionale.
Il quadro provinciale si inserisce in un contesto italiano caratterizzato da una lieve frenata della domanda di lavoro. A livello nazionale, infatti, le imprese prevedono per giugno circa 623mila contratti e oltre 1,5 milioni nel trimestre giugno-agosto, registrando una flessione del 2,3% rispetto a giugno dell’anno scorso e del 2,6% sul trimestre. Il settore dei servizi si conferma il principale motore dell’occupazione in Italia, con 445mila ingressi programmati a giugno, pari al 71,4% del totale, seguito dall’industria con 134mila entrate (21,5%) e dal settore primario con circa 44mila contratti (6,9%).
Resta però elevata la difficoltà di reperimento del personale: interessa il 42% delle posizioni offerte, pari a circa 261 mila profili. Le cause principali sono la mancanza di candidati disponibili (26,7%) e una preparazione non adeguata alle competenze richieste (11,8%).
Le criticità risultano particolarmente accentuate nella metallurgia, nel legno-arredo, nel tessile-abbigliamento e nelle costruzioni, comparti nei quali oltre sei imprese su dieci segnalano difficoltà nel trovare lavoratori qualificati.
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