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Venerdì 25 Settembre 2026
Lecco: Uilm critica uso cassa integrazione e chiede tutele
Il segretario nazionale evidenzia la crisi del settore metalmeccanico. Si chiede un impegno corale per tutelare salari e dignità dei lavoratori.
Lettura 1 min.Lecco
«Quello lariano è un territorio importantissimo, ad altissima densità meccanica, dove l’industria metalmeccanica incide notevolmente sulla ricchezza». Si è fermato anche a Lecco Davide Sperti, segretario generale nazionale Uilm, per ribadire la necessità di una politica industriale capace di tutelare manifattura e occupazione in una fase segnata dall’incertezza. Sperti è intervenuto alle Officine Badoni di Lecco in occasione del direttivo territoriale della Uilm Lario, al quale hanno partecipato anche Enrico Azzaro della Uilm Lario, Dario Esposito, coordinatore Uil Lario, Igor Gianconcelli ed Emanuele Poppa della Uilm Lario e Fabio Dell’Angelo, coordinatore regionale Uilm Lombardia. Azzaro ha portato anche il saluto di Gabriella Trogu, segretario responsabile Uilm Lario.
Al centro del confronto le prospettive dell’industria e del lavoro in un territorio che Sperti definisce “resiliente, fatto da un ecosistema manifatturiero di piccole e medie imprese”, ma che deve confrontarsi con fattori strutturali che ne condizionano la competitività. «Viviamo una fase di incertezza rispetto alle prospettive future, a partire dal costo dell’energia e dall’export verso modelli in crisi, penso al ciclo della componentistica legato a Volkswagen».
Da qui la richiesta del sindacato. «Serve una politica industriale nazionale a tutela del settore. Vogliamo contrastare un concetto che si sta diffondendo: quello di utilizzare la cassa integrazione, in aumento anche in questo territorio, non come strumento transitorio, ma come un obiettivo». Una prospettiva che la Uilm respinge: «La cassa integrazione mortifica salari e dignità delle persone. Ribadiamo che al centro ci deve essere il lavoro e la dignità del lavoratore», osserva Sperti.
Una crisi che, secondo Fabio Dell’Angelo, non può più essere letta come una somma di singole situazioni aziendali. «Non esistono tante piccole crisi, ma un intero mondo manifatturiero e industriale che è in crisi e che ha bisogno di un impegno corale». Il coordinatore regionale ha richiamato anche la forte vocazione produttiva del territorio, dove “un lavoratore su quattro è un lavoratore metalmeccanico”, sottolineando la necessità di partire dall’ascolto di delegati e lavoratori.
Sulla capacità del sindacato di tradurre il confronto in azioni concrete si è soffermato invece Dario Esposito. «Il sindacato può essere discorsi, può essere teoria e a volte anche tanta filosofia, però la Uil deve soprattutto rispondere alle domande concrete che vengono dalle aziende, dai posti di lavoro e dalle fabbriche». Una funzione che, come ha sottolineato il coordinatore di Uil Lario, «richiede di mettere insieme competenze ed esperienze dei singoli delegati all’interno di un’organizzazione capace di fare sintesi».
A portare un saluto istituzionale è stato il sindaco di Lecco Filippo Boscagli, che ha richiamato il valore simbolico della scelta delle Officine Badoni. «Questa città rimane profondamente legata alla propria identità manifatturiera – commenta – la produzione industriale rimane il cuore dell’attività e dà da mangiare a migliaia di famiglie e di persone». Per il sindaco, «senza la produzione industriale, senza la manifattura, questa città non esisterebbe e non esisterebbe il benessere che ha visto negli anni».
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