Mercato del lavoro lecchese: il capoluogo guida la crescita, Bellano più fragile
Il nuovo rapporto dell’Osservatorio provinciale del mercato del lavoro evidenzia un saldo occupazionale positivo. Lecco si conferma il motore dell’occupazione grazie ai servizi, Merate mantiene una forte vocazione manifatturiera, mentre Bellano continua a dipendere dal turismo e dal lavoro stagionale. Resta elevato il pendolarismo verso Milano e la Brianza
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Lecco, Merate e Bellano. Tre territori diversi, tre economie con caratteristiche specifiche e un mercato del lavoro che, pur mantenendo una dinamica positiva, segue traiettorie differenti. È quanto emerge dal sedicesimo rapporto dell’Osservatorio provinciale del mercato del lavoro, che analizza l’andamento occupazionale nei tre ambiti distrettuali della provincia. L’area di Lecco continua a rappresentare il cuore del mercato del lavoro lecchese, concentrando il 52% dei flussi occupazionali provinciali. Seguono Merate con il 30% e Bellano con il 16%: una distribuzione che riflette il diverso peso economico e produttivo dei tre territori.
Prima ancora di entrare nel dettaglio dei singoli ambiti, il rapporto evidenzia un fenomeno che caratterizza da anni il Lecchese: il pendolarismo. Nel 2024 oltre 39.100 lavoratori residenti in provincia si sono spostati quotidianamente fuori dai confini lecchesi per raggiungere il proprio posto di lavoro, mentre i lavoratori provenienti da altri territori impiegati nelle aziende lecchesi sono stati circa 31.200. Il saldo è quindi negativo per circa 8mila unità. Milano continua a essere la principale destinazione dei lavoratori lecchesi, attirando il 31% dei pendolari in uscita, seguita da Monza e Brianza con il 29%.
Sul fronte occupazionale, l’ambito di Lecco si conferma il più dinamico. Nel 2025 sono stati registrati 22.454 avviamenti e 21.223 cessazioni, con un saldo positivo di 1.231 rapporti di lavoro. A trainare la crescita sono soprattutto i servizi, che da soli generano un saldo positivo di 919 unità, mentre costruzioni e industria contribuiscono rispettivamente con 186 e 117 rapporti. Il territorio lecchese si distingue inoltre per una maggiore presenza di giovani: gli under 30 rappresentano il 41,2% degli avviamenti, quota superiore alla media provinciale del 40,3%.
Merate presenta invece una struttura più orientata alla manifattura e una forte integrazione con il sistema economico milanese e brianzolo. Gli avviamenti nel 2025 sono stati 12.565, a fronte di 11.930 cessazioni, per un saldo positivo di 635 rapporti di lavoro. Anche qui il comparto dei servizi resta il principale motore occupazionale, ma assume un peso significativo anche l’industria. Particolarmente elevata la mobilità dei lavoratori: quasi il 65% dei residenti occupati trova lavoro al di fuori dell’ambito. Merate è inoltre il territorio con la più alta presenza di lavoratori stranieri, che rappresentano il 31,2% degli avviamenti, contro una media provinciale del 29,2%.
Più particolare la situazione dell’ambito di Bellano, dove il mercato del lavoro continua a essere fortemente influenzato dal turismo e dai servizi. Nel 2025 gli avviamenti sono saliti a 6.472 unità, con un saldo positivo di 199 rapporti di lavoro. Tuttavia, emergono alcune fragilità. L’industria ha infatti chiuso l’anno con un saldo negativo di 61 unità, mentre la crescita occupazionale è sostenuta quasi esclusivamente dai servizi, che generano un saldo positivo di 194 rapporti. Bellano è anche l’ambito caratterizzato dalla maggiore incidenza di contratti a tempo determinato. Oltre il 73% degli avviamenti avviene infatti attraverso rapporti a termine, contro il 57,5% registrato a Lecco e il 56,1% a Merate. Un dato che riflette il peso delle attività stagionali legate al turismo e all’accoglienza.
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