Il centrodestra che vive come un incubo la continua crescita nei sondaggi di Roberto Vannacci e del suo “Futuro Nazionale” ha due fronti deboli: da una parte la Lega che vive una difficile transizione di leadership e che nei sondaggi stagna ormai al limite del 5 per cento, ossia della soglia minima di sicurezza.
Ma dall’altra c’è anche Forza Italia dove si registra una continua ebollizione che la mette a sua volta a rischio di perdere voti moderati incredibilmente a vantaggio dell’estrema destra vannacciana.
L’esempio di questi giorni è paradigmatico della crisi del partito azzurro e del suo maggiore esponente Antonio Tajani, messo continuamente in mora dagli esponenti più vicini alla famiglia Berlusconi.
In Calabria, per un turno di elezioni suppletive, su ordine di Arcore e on l’accordo del governatore Occhiuto, è stato paracadutato il tesoriere del partito, Fabio Roscioli, avvocato romano di Mediaset.
Al suo posto gli equilibri locali avrebbero previsto invece la candidatura del capogruppo di FI in Regione, Domenico Giammetta, calabrese doc e soprattutto grande collettore di voti.
Risultato: Giammetta, escluso dal suo stesso partito, ha accettato l’offerta di Vannacci di candidarsi con Futuro Nazionale.
Non sembri una partita solo locale, perché avrà sicuramente conseguenze nazionali.
Se infatti vincerà Giammetta sarà uno smacco per il governatore Occhiuto, fedelissimo di Marina Berlusconi e competitor di Tajani, e sarà un brutto segnale per il partito che si dimostrerà permeabile al richiamo da destra che Vannacci rappresenta.
Se invece Giammetta e Roscioli si faranno una guerra fratricida dividendosi l’elettorato di centrodestra della Calabria, potrebbero far vincere il candidato del Campo Largo, uno stimato cardiologo dell’università calabrese.
È un episodio della guerra interna che ha, come si vede, persino un peso diverso dalle lotte in corso in Campania (contro il coordinatore Martusciello, della corrente di Tajani) e in Basilicata dove sta passando momenti difficili la ministra Elisabetta Casellati.
Molto di questo movimento è dovuto – come nella Lega – alle incognite contenute nella nuova legge elettorale voluta da Giorgia Meloni e che potrebbe fare molte vittime sia nel Carroccio che nel partito azzurro dove si accentua la contestazione a Tajani (sospinta dalla famiglia Berlusconi) a vantaggio del governatore calabrese.
Il frantumarsi del bastione centrista della coalizione di maggioranza avrebbe però un immediato riflesso sulla composizione del centrodestra nella prossima legislatura, soprattutto se alle elezioni politiche per Meloni dovesse rendersi necessario un accordo con Vannacci finora sempre escluso.
Con una Forza Italia indebolita dalle sue lotte interne, ma anche da un “governo esterno” che risiede ad Arcore e che sembrerebbe guardare a sinistra, nella prossima legislatura potremmo avere un coalizione di destra-destra, oltretutto con una forte componente filo-putiniana che non impiegherebbe più di qualche minuto per mettere in discussione la linea di politica estera seguita sin qui dal governo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA