Cronaca / Morbegno e bassa valle
Giovedì 17 Settembre 2026
Bitto e alta cucina, in 600 a La Fiorida: la montagna guarda al futuro
A Mantello la nuova edizione di “Il Bitto e le stelle” ha riunito oltre 600 partecipanti tra istituzioni, produttori e protagonisti della ristorazione. Al centro il futuro delle aree alpine, tra prodotti tipici, turismo e valorizzazione delle filiere locali, con 18 chef, 12 dei quali stellati, impegnati nel menu finale
Lettura 1 min.Mantello
I sapori di montagna declinati al futuro a La Fiorida di Mantello con “Il Bitto e le stelle 2026”, edizione tra alta gastronomia e nuove prospettive rilancio territoriale. Doppia formula con il convegno “La cucina di montagna: identità, turismo e valore per il territorio”, seguito dal menu a tema con eccellenze a chilometro zero, direttamente dall’azienda ospitante.
La manifestazione ha richiamato oltre 600 partecipanti tra figure istituzionali, imprenditori, produttori locali e grandi nomi della ristorazione: al centro della discussione, moderata dal docente e consulente, Davide Rampello, il connubio tra le eccellenze casearie — a partire dal Bitto Dop — e la visione strategica per lo sviluppo economico e turistico delle aree alpine.
Il dibattito ha messo in luce come i prodotti tipici e la tradizione gastronomica non siano soltanto custodi della memoria locale, ma possano essere volano di competitività e coesione sociale. Tra gli interventi di spicco, quello del presidente di regione Lombardia, Attilio Fontana che ha ribadito l’importanza della montagna lombarda come patrimonio vivo e dinamico, capace di coniugare identità e sviluppo attraverso l’accoglienza e la qualità.
Sulla stessa linea l’assessore agli Enti Locali e Montagna, Massimo Sertori che ha evidenziato come fare sistema tra agricoltura, turismo e ristorazione permetta di trattenere valore economico nelle valli e destagionalizzare l’offerta turistica.
A dare voce al mondo produttivo e imprenditoriale ci ha pensato Plinio Vanini, fondatore de La Fiorida, che ha posto l’accento sulla necessità di un supporto concreto alle piccole realtà di alpeggio e viticoltura: «La filiera, se sostenuta e condivisa, può generare futuro per la montagna: non solo economia, ma relazioni, ospitalità e nuove prospettive per chi sceglie di vivere e lavorare qui. Come? Occorre creare una nuova consapevolezza, partendo dalla formazione dei giovani e dalla creazione di una cultura condivisa di rispetto verso il territorio. Dobbiamo fornire prospettive di sostenibilità ad attività che oggi rischiano di scomparire. Auspichiamo che le istituzioni siano parte attiva nell’individuare strumenti per consentire a queste aziende di integrare forme di ospitalità autentica, recuperando redditività per il loro futuro».
Al tavolo dei relatori ha condiviso il proprio contributo anche lo chef stellato originario della Valmalenco, Alessandro Negrini. Gran finale a tavola, dove le riflessioni si sono concretizzate nella reinterpretazione delle materie prime valtellinesi e dei formaggi de La Fiorida. Artefici del percorso gastronomico ben 18 chef (di cui 12 insigniti della prestigiosa Stella Michelin), pronti a regalare un’esperienza sensoriale autentica, in cui pascoli, tradizioni e vini del territorio si sono fusi in piatti d’alta quota, capaci di unire tradizione e innovazione.
A fare da madrina della serata Viola Vanini, amministratrice dell’agri-relais che ha sottolineato anche l’impronta benefica dell’appuntamento con la raccolta fondi a favore di Immensa Sondrio, mensa sociale attiva nel capoluogo valtellinese dal 2016.
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